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Cosa regalare a vostra moglie: il gioiello che porterà, non quello che chiuderà nel cassetto

Cosa regalare a vostra moglie: il gioiello che porterà, non quello che chiuderà nel cassetto

Fino al 1973 l'articolo 781 del codice civile diceva che i coniugi non possono, durante il matrimonio, farsi «alcuna liberalità». Si salvavano solo i regali «conformi agli usi»: un compleanno, un anniversario, un Natale. Oggi quel divieto non esiste più, ma la regola dell'uso funziona ancora, solo che l'uso da rispettare è il suo.

Quale gioiello regalare alla moglie: orecchini, ciondolo, anello o certificato
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Cosa porta alle orecchie in un giorno normale?

In breve: il gioiello giusto per vostra moglie

Un marito ha un vantaggio che nessun altro possiede, né l'amica né la collega né la suocera: la vede tutti i giorni. Sa quali orecchini mette per andare al lavoro, quale catenina non toglie nemmeno sotto la doccia, quale anello lascia sul bordo del lavandino perché la disturba quando lava i piatti. Il regalo per la moglie nasce da questa conoscenza, non dalla vetrina e non dalla lista delle dieci idee.

La scelta in tre domande

Prima domanda: che metallo porta più spesso? Restate in quello. Seconda domanda: che cosa è già occupato? Se al collo porta da anni lo stesso ciondolo, regalate orecchini; se ha i lobi forati e cambia poco gli orecchini, regalate un ciondolo. Terza domanda: vi ha mai detto ad alta voce che cosa desidera? Se sì, comprate quello. L'anello entra in gioco solo quando conoscete la misura e sapete su quale dito andrà a vivere accanto alla fede.

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Se dovete decidere stasera

Orecchini con un piccolo pendente oppure un ciondolo su catena di lunghezza media, nel suo metallo, senza scritte sul davanti e con un biglietto che spiega perché avete scelto proprio quello. Non serve la misura, sbagliare la lunghezza della catena è difficile, e lei può indossarlo la sera stessa. Nel nostro catalogo, a chi porta argento e ama il colore si adatta la collana Gota in argento 925: su una catenina sottile pendono un petalo blu dalla forma irregolare e un disco d'argento opaco. Se il suo collo è già occupato dalla catenina del cuore, nella stessa linea ci sono gli orecchini Arce: una barretta d'argento lavorata e un fiore blu al centro.

Perché il regalo alla moglie è diverso da tutti gli altri

Il regalo alla moglie non serve a conoscersi e non chiude una data di calendario. Vive in casa con voi, e voi vedrete ogni mattina se lo indossa oppure no. Per questo le regole sono diverse da quelle di un regalo a una fidanzata appena conosciuta o a un'amica.

Il portagioie lo vedete ogni giorno

L'amica tira a indovinare, il marito può verificare. Per una settimana prima dell'acquisto basta osservare: che cosa mette la mattina, che cosa toglie la sera, che cosa resta fermo nella scatola. I gioielli che porta sempre raccontano metallo, misura e forma meglio di qualunque domanda indiretta. Se tutti i suoi orecchini sono piccoli e aderenti al lobo, un pendente vistoso farà bella figura in fotografia e passerà il resto della vita nella custodia. Se invece cambia gioielli secondo il vestito, potete osare un po' di più: ha l'abitudine di scegliere, e il pezzo nuovo troverà il suo abito.

Vale la pena dare un'occhiata anche all'angolo delle cose rotte. Un orecchino rimasto spaiato, una catenina con la maglia aperta, un anello diventato stretto: sono suggerimenti già pronti. Un pezzo che portava fino al giorno in cui si è rotto le piaceva, e sostituirlo nella stessa forma si legge come attenzione, non come acquisto a caso.

Lo vedrete al suo collo, o non lo vedrete affatto

Il marito ha un secondo privilegio, che è anche un rischio: il riscontro. Il regalo a un'amica lo consegnate e lo dimenticate; il regalo alla moglie resta sotto i vostri occhi per mesi. Se non viene indossato lo saprete, e sarà spiacevole per tutti e due. Per questo il pezzo si sceglie per un mercoledì qualunque e non per una serata sola: per il suo lavoro, per il suo cappotto, per lo scollo che porta di solito. Una collana scenografica pensata per l'unico abito da sera perde contro un paio di orecchini discreti che lei metterà lunedì mattina.

Se a fare il regalo è una moglie per sua moglie, tutto quello che leggete qui vale allo stesso modo: conta chi lo riceve, e lo sguardo quotidiano di chi lo sceglie.

Chiedere o sorprendere: cosa dice la ricerca

Nel 2011 gli psicologi Francesca Gino e Francis Flynn hanno pubblicato cinque studi sui regali. Chi riceveva apprezzava di più gli oggetti che aveva chiesto rispetto a quelli inventati da chi regalava. Chi regalava, invece, era convinto che una scelta autonoma sarebbe sembrata più premurosa, e si sbagliava. Per un marito è una buona notizia: chiedere, oppure ricordarsi la frase detta davanti a una vetrina, non è affatto una sconfitta. La sorpresa ha senso quando siete sicuri del suo gusto e conoscete la misura. Negli altri casi è più onesto regalare ciò che lei ha nominato e riservare la sorpresa alla consegna: il posto, il momento, il biglietto.

Regala a tua moglie il suo metallo, non il tuo. Un pezzo d’oro a una donna che ha tutto il portagioie in argento è un regalo che fai a te stesso, e su questo non discuto.
Trova un regalo che vada con il suo portagioie
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Quale metallo porta più spesso?

Come portare il gioiello regalato dal marito

Qui le domande che arrivano quando il regalo è già scelto: come portarlo perché non litighi con quello che lei ha già.

Le avete regalato un ciondolo, ma al collo porta già la sua catenina. Deve toglierla? No. Consiglio di mettere il ciondolo regalato su una catena un gradino più lunga della sua: se la sua sta alla base del collo, il regalo va sulle clavicole. Due lunghezze sullo stesso collo si leggono come una scelta voluta, non come un caso.

Orecchini con pendente, e lei ha anche il secondo foro. Nel secondo foro raccomando un perno senza pendente, il più semplice, nello stesso metallo. Il pendente va nel primo foro e resta il protagonista.

Anello nuovo sulla mano della fede. Dove lo mettiamo? Se ha una pietra, consiglio il dito accanto, il medio, e non a contatto con la fede. Una fascia sottile e liscia può stare vicino, ma pietra contro pietra sullo stesso dito sembra una vetrina.

Lei porta solo argento, e il regalo è placcato oro. Il pezzo dorato lo consiglio da solo, lontano dal suo argento, con colori caldi addosso: cammello, terracotta, verde oliva. Mescolare i metalli sulla stessa mano si può, quando i metalli sono due e tutti e due si ripetono, ma per chi comincia è più difficile.

Le avete regalato una spilla, ma il suo cappotto non ha il revers. Per la spilla scelgo tre posti: il nodo di un foulard di seta, il collo di un maglione proprio sotto la gola, il nastro di un cappello. Sotto la linea del petto la spilla si perde.

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Anello, orecchini o ciondolo: che gioiello regalare a vostra moglie

Un gioielliere romano, intervistato da La Sicilia a San Valentino, la metteva sul pratico: nei legami consolidati si va sull'anello perché si conosce il numero del dito, altrimenti orecchini, girocollo, bracciale o ciondolo. Il ragionamento regge, ma ogni tipo di gioiello pone una domanda in più: serve la misura, lo vedranno gli altri, lo porterà tutti i giorni?

Orecchini: il regalo che si vede in ogni conversazione

Gli orecchini non chiedono la misura, solo due informazioni: se ha i lobi forati e quale chiusura le è comoda. Un marito lo vede senza domandare: monachella, perno con farfallina, cerchio. Stanno accanto al viso, quindi compaiono in ogni conversazione e in ogni fotografia, e questo li rende uno dei regali più generosi in rapporto al rischio. Se ogni giorno porta piccoli punti luce, scegliete un gradino più visibile, con un piccolo pendente: nel suo portagioie entra un tipo di gioiello nuovo, non un doppione.

Il peso conta più di quanto sembri. Orecchini che tirano il lobo vengono tolti prima di pranzo. Se la scheda indica il peso, confrontatelo con quello degli orecchini che lei porta senza lamentarsi.

Ciondolo e collana: il regalo che perdona chi non sa

Il ciondolo funziona con qualsiasi scollo, se la catena è di lunghezza media, e un ciondolo liscio ha un rovescio libero per una dedica. Per una moglie il ciondolo ha un pregio ulteriore: si porta su due lunghezze, corta con lo scollo aperto, lunga sopra il maglione. Se ha già una catenina che ama, regalate un ciondolo senza catena da appendere alla sua, oppure una collana di lunghezza diversa, così potrà portarle insieme.

Il medaglione che si apre è un caso a parte. Dentro una foto dei figli, una foto di voi due o un biglietto piegato, fuori un coperchio liscio. È un oggetto con un segreto, e viene voglia di aprirlo. Va scelto per chi porta gioielli di una certa presenza: lo spazio interno richiede spessore, e un medaglione sottilissimo non contiene niente.

L'anello: il terzo anello sulla sua mano

L'anello è il regalo più personale e il più rischioso. Vostra moglie ha già la fede, forse anche l'anello di fidanzamento, e il nuovo arrivato dovrà convivere con loro. Prima decidete il dito. Un anello sottile da portare a contatto con la fede deve restare più basso di lei e non farle concorrenza con la pietra. Un anello per l'altra mano può essere più vistoso. Una tradizione precisa del regalo coniugale è l'anello eternità, una fila di pietre tutto intorno, regalato per un anniversario o per la nascita di un figlio: c'è una guida apposita sull'anello eternità.

La vecchia Europa conosceva un anello che parla apertamente di due persone: il gimmel, dal latino gemellus, «gemello». Era fatto di due cerchi che si chiudono in un anello solo. Il British Museum descrive l'uso così: al fidanzamento ciascuno dei due riceveva una metà, e alle nozze le metà venivano riunite. L'immagine serve ancora oggi: un anello regalato alla moglie funziona quando prosegue quello che c'è già, non quando gareggia con esso.

Per l'anello la misura deve essere esatta, e più avanti vediamo come procurarsela senza rovinare la sorpresa.

Il bracciale: il gioiello che vede lei

Il bracciale lei lo vede senza specchio, tutto il giorno, sulla tastiera e sul volante. Per questo è un regalo da godere in prima persona, più che da mostrare. Un bracciale a catena con chiusura perdona un errore di circonferenza; un bangle rigido no, perché deve passare dalla mano. Se porta l'orologio, il bracciale deve stare in pace con lui sullo stesso polso o andare sull'altro. Il bracciale con charm è un regalo che cresce: un ciondolino per ogni data, e dopo qualche anno al polso c'è la vostra cronologia.

La spilla: per la moglie che porta giacche e cappotti

La spilla ha fama di gioiello da signora d'altri tempi, e la fama è ingiusta. È il gioiello di chi porta giacche, cappotti con il revers, foulard di seta. Non serve la misura, non serve la prova, e si vede dall'altra parte della stanza. Se vostra moglie si veste così, la spilla può diventare il regalo più inatteso e più indossato. Se non si veste così, la spilla non troverà dove appuntarsi, e allora meglio lasciarla in vetrina.

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Dal divieto romano all'articolo 781: la storia del regalo alla moglie

Regalare qualcosa alla moglie sembra il gesto più semplice del mondo, eppure ha una storia lunga e a tratti strana, in cui l'Italia ha una parte da protagonista. Ci sono leggi che proibivano di donare, leggi che fissavano un tetto, e regali diventati pezzi da museo.

Ulpiano e il regalo che si poteva riprendere

Nel Digesto di Giustiniano c'è un titolo intero dedicato alle donazioni tra marito e moglie, e si apre con un divieto. Ulpiano spiega che lo avevano stabilito gli antenati, perché l'amore reciproco non portasse i coniugi a spogliarsi l'uno con l'altro dei propri beni. La cosa donata restava giuridicamente del donatore, e nessuna forma di consegna rendeva la moglie proprietaria. Le eccezioni erano strette: la donazione in vista della morte, quella in occasione del divorzio, quella per liberare uno schiavo.

Nella pratica i mariti regalavano lo stesso, e le mogli indossavano. Ma il diritto guardava al dono tra coniugi con sospetto: il timore era che l'affetto diventasse una leva per svuotare il patrimonio dell'altro. Da quel sospetto antico si ricava un'idea che funziona anche oggi: il regalo alla moglie non deve essere un pagamento. Se un gioiello arriva «per la pazienza» o «a saldo dei torti passati», viene letto come un conto, non come un pensiero.

La legge Oppia: mezza oncia d'oro a testa

Roma conobbe anche la storia opposta. Nel 215 avanti Cristo, in piena guerra contro Annibale, la legge Oppia vietò alle donne di possedere più di mezza oncia d'oro, di vestire abiti di più colori e di andare in carrozza in città. Vent'anni dopo, nel 195 avanti Cristo, l'abrogazione fu messa ai voti e le romane scesero in strada. Tito Livio riporta il discorso del console Catone contro l'abrogazione e quello del tribuno Lucio Valerio a favore. La legge cadde. L'oro tornò nei portagioie femminili, e la vicenda lascia una morale adatta anche a un marito: i gioielli di vostra moglie sono proprietà e scelta sua, non una voce del bilancio familiare da tagliare quando gira male.

Il morgincap: il dono del mattino dopo le nozze

I popoli germanici avevano un'usanza chiamata letteralmente «dono del mattino», Morgengabe in tedesco, morgincap nella lingua dei Longobardi. Il mattino dopo le nozze il marito donava alla moglie dei beni, e quei beni restavano suoi. Presso i Longobardi l'usanza crebbe al punto che il re Liutprando, con una legge del 717, impose di dichiarare il morgincap per iscritto davanti a testimoni e lo limitò a un quarto dei beni del marito. Vuol dire che i mariti donavano tanto da rendere necessario un limite.

Di questa storia italiana resta un dettaglio utile: il dono apparteneva alla moglie, non alla famiglia. Un gioiello regalato a vostra moglie è suo. Può portarlo, trasformarlo, passarlo a una figlia. Se lo regalate «alla famiglia» e state già decidendo a chi andrà dopo, smette di essere un regalo.

La spilla a forma di E con la preghiera di restare vicino al cuore

I regali d'amore medievali erano piccoli e parlanti. Una spilla del Metropolitan Museum ha la forma di una lettera E, e il suo coperchio si solleva su una cerniera, così dentro si apre un nascondiglio come in un medaglione. Sul coperchio un uomo punta le frecce contro il proprio cuore, e l'iscrizione all'interno prega la dama di lasciarlo restare sempre vicino al suo cuore. Più di seicento anni fa questo oggetto faceva quello che oggi fa una dedica sul retro di un ciondolo: nascondeva parole per una sola lettrice.

Il museo non spiega a chi rimandi quella lettera, ma il procedimento è chiaro ancora oggi. Una lettera, la vostra o la sua, rende personale un gioiello senza bisogno di pietre o di dimensioni importanti. Il segreto non sta nella grandezza, sta nel fatto che il messaggio è leggibile solo da chi apre.

Fiori d'arancio: la parure che Alberto mise insieme in sei anni

Nel novembre del 1839, prima delle nozze, il principe Alberto mandò alla regina Vittoria da Wiesbaden una spilla a forma di rametto di fiori d'arancio: foglie d'oro e fiori di porcellana, disegnata da lui. Nel dicembre del 1845 arrivarono una seconda spilla e un paio di orecchini, e nel febbraio del 1846, per il sesto anniversario di matrimonio, una ghirlanda per i capelli. Sulla ghirlanda ci sono quattro piccole arance di smalto verde, una per ciascuno dei quattro figli maggiori. Vittoria indossò i pezzi di questa parure negli anniversari di nozze per tutta la vita matrimoniale.

Al marito di oggi la storia serve per il suo meccanismo. Alberto non regalò un set completo in una volta. Lo costruì negli anni, un pezzo alla volta, e ogni pezzo nuovo continuava il precedente. Se vi manca l'idea per l'anniversario, il regalo ce l'avete già: è il gioiello che lei porta, e potete aggiungergli la seconda parte. Orecchini al ciondolo, ciondolo agli orecchini.

Napoleone, Maria Luigia e la collana per il re di Roma

Nel 1811 Napoleone regalò alla seconda moglie, Maria Luisa d'Austria, una collana di diamanti per la nascita del figlio, il re di Roma. La collana fu montata a Parigi dai gioiellieri di corte Nitot, e oggi si trova al National Museum of Natural History della Smithsonian Institution, a Washington. È un celebre regalo del marito alla moglie per la nascita di un figlio, e il punto è proprio il destinatario: la madre, non il neonato.

La storia ha un seguito italiano. Dopo la caduta di Napoleone quella moglie diventò Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1814 al 1847, e a Parma morì. Il Museo Glauco Lombardi della città ha dedicato ai suoi gioielli un intero quaderno di studi. La collana del 1811 è rimasta lontana, ma la sua destinataria è entrata nella memoria di una città italiana anche attraverso le parure che portava.

L'articolo 781: quando in Italia il dono tra coniugi era nullo

Il sospetto di Ulpiano è arrivato fino al Novecento italiano. Il codice albertino del Regno di Sardegna, all'articolo 1186, vietava ai coniugi di farsi liberalità durante il matrimonio, e il codice civile del 1942 lo ripeteva all'articolo 781, con una sola eccezione: le liberalità «conformi agli usi». Nel 1973 il Tribunale di Genova, alle prese con un marito che chiedeva la nullità di una donazione fatta alla moglie, mandò la norma alla Corte costituzionale. Con la sentenza n. 91 del 1973 la Corte la dichiarò illegittima, osservando che la tutela del coniuge raggirato non può diventare la presunzione che ogni coniuge che riceve un dono abbia raggirato l'altro.

Ancora oggi l'articolo 770 del codice civile dice che non è donazione la liberalità che si suole fare in conformità agli usi. Il gioiello per l'anniversario o per il compleanno vive proprio in questa categoria, quella dei regali d'uso. Per un marito il succo è semplice: la legge italiana ha smesso da mezzo secolo di guardare con diffidenza al vostro regalo, e l'unico giudice rimasto è lei.

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Il gioiello per la moglie occasione per occasione

L'occasione cambia le richieste. A volte conta che il gioiello si veda davanti agli ospiti, altre volte conta che resti una cosa tra voi due. Qui le occasioni stanno in breve: ognuna ha una guida a parte, e qui interessa solo che cosa cambia quando a ricevere è vostra moglie.

Il gioiello per il compleanno di vostra moglie

Il compleanno è la sua festa, non la vostra, quindi il regalo è il più «suo» di tutti: il suo metallo, la sua forma, la sua misura abituale. Funziona bene un tipo di gioiello che ancora non possiede: se ha solo punti luce, orecchini con un piccolo pendente; se porta solo ciondoli corti, un ciondolo lungo da mettere sopra il maglione. Se il compleanno è tondo e compie cinquant'anni, quella data ha una logica tutta sua, raccontata nella guida al regalo per i 50 anni di una donna.

Il gioiello per l'anniversario di matrimonio

L'anniversario è la vostra festa comune, e il regalo può parlare di voi due: la data delle nozze sul retro, la pietra del mese del matrimonio, la seconda parte di un gioiello regalato l'anno prima. Gli anniversari hanno una scala tradizionale di materiali, dalla carta all'oro, spiegata nella guida ai regali per anniversario di matrimonio anno per anno, e il primo anno ha un'analisi dedicata: il regalo per il primo anniversario di matrimonio. Qui conta una regola sola: il metallo dell'anniversario non deve per forza coincidere con quello del regalo. Se per le nozze d'argento lei porta oro, l'argento sarà un omaggio alla scala, non a lei.

San Valentino con la moglie, non con la fidanzata

Il 14 febbraio è nato attorno alla conquista, e i suoi regali classici parlano la lingua dell'inizio: cuori, iniziali intrecciate, rosso. Con una moglie quella lingua rischia di suonare come una frase di circostanza. Funziona meglio un gioiello che dimostri quanto la conoscete dopo anni: il secondo orecchino che le manca, il ciondolo per la catenina che porta sempre. Come cambia il regalo di San Valentino nelle diverse fasi di una relazione è spiegato nella guida ai gioielli per San Valentino.

La Festa della donna: la mimosa e qualcosa di vostro

In Italia l'8 marzo ha un fiore preciso: la mimosa compare come simbolo della Festa della donna nel 1946, scelta dall'Unione Donne Italiane. Quel giorno a vostra moglie arrivano rametti gialli da colleghi, amiche, figli. Il regalo del marito deve distinguersi da quello dell'ufficio: piccolo, ma personale, come gli orecchini che aveva guardato in vetrina o un ciondolo con la sua iniziale. Chi regala che cosa a mamme, figlie e colleghe in quella giornata lo trovate nella guida ai gioielli per la Festa della donna.

Natale: il regalo aperto davanti a tutti

Sotto l'albero il regalo si apre davanti a tutta la famiglia, e questo cambia la scelta: il gioiello deve essere allegro da mostrare, mentre la cosa più intima si consegna a quattr'occhi un altro giorno. D'inverno lei porta scolli chiusi, maglioni e cappotti, quindi orecchini e catene lunghe sopra i vestiti lavorano meglio di una collana corta nascosta dal colletto. Tempi di ordine e usanze di dicembre stanno nella guida ai regali di Natale in gioielleria.

La nascita di un figlio

Il gioiello per la nascita di un figlio si regala alla madre, non al neonato, e il senso sta qui: nelle prime settimane ogni attenzione va al piccolo, e questo regalo invece riguarda lei. La collana del 1811 racconta che l'idea ha almeno due secoli. Le arance di Vittoria, invece, non c'entrano: celebravano un anniversario, non un parto.

C'è una considerazione pratica. Un bambino in braccio afferra tutto quello che pende e luccica, per cui nei primi mesi sono più comodi orecchini aderenti al lobo, una catena corta o un bracciale; pendenti lunghi e orecchini grandi possono aspettare. Funzionano bene i pezzi con la data di nascita o l'iniziale del bambino sul retro, fatti incidere da un orafo: la data la vede solo lei. Il neonato invece non riceve gioielli da indossare: qualunque ricordo pensato per lui lo custodiscono i genitori, e lo porterà quando sarà grande. Se cercate idee più ampie per questo momento, c'è la guida al gioiello per una neomamma.

Senza un motivo

Il regalo senza motivo ha più valore di tutti, perché niente lo imponeva. Può essere piccolo, e la sua forza sta proprio lì: un pezzo costoso senza una data fa nascere la domanda «che cosa è successo?», uno piccolo si legge come «ti ho pensata». Il momento più adatto è un giorno qualunque, senza cena e senza testimoni, magari la mattina prima del lavoro. Qui funzionano i pezzi che proseguono la sua quotidianità: il compagno dell'orecchino rimasto solo, una catena nuova per il ciondolo preferito, un bracciale da affiancare all'orologio. Il biglietto pesa più dell'oggetto: una frase su dove l'avete visto e perché vi ha fatto pensare a lei.

Dopo un litigio

Il gioiello dopo un litigio è pericoloso perché si può leggere come un tentativo di comprare il perdono. Il diritto romano vietava i doni tra coniugi proprio per paura che l'affetto diventasse un modo di spogliare l'altro, e il regalo riparatore porta con sé lo stesso rischio: sembrare una transazione. Prima si parla, poi si regala, mai il contrario. Se il regalo arriva comunque, che parli di lei e non del litigio: niente scritte «scusa», niente pietra enorme con l'aria di un risarcimento. Un pezzo piccolo che lei desiderava da tempo dice «ti ascolto» meglio di qualunque frase di scuse.

Oro o argento: il metallo lo sceglie il suo portagioie

L'oro sembra la scelta che non sbaglia, e diventa un errore se lei porta argento da vent'anni. Il metallo del regalo lo decide lei, con la sua scatola dei gioielli, e voi dovete solo leggerla.

Il suo metallo: argento, oro o placcato

A chi porta argento si regala argento, a chi porta oro si regala oro o placcato oro dello stesso tono, e se mescola i metalli va bene uno qualsiasi di quelli che ha già. In Italia il titolo è scritto per legge: il decreto legislativo 251 del 1999 fissa per l'argento i titoli 925 e 800 millesimi e per l'oro 750, 585 e 375, e accanto al numero c'è il marchio di identificazione che indica produttore o importatore e la provincia della sua sede. L'argento 925 col tempo si scurisce: la patina viene dallo zolfo nell'aria, si toglie con un panno, e sotto il metallo è quello di prima. Ditelo quando lo consegnate, così fra sei mesi non finirà nella scatola come «rovinato». Il resto su titoli e punzoni è nella guida all'argento 925. La placcatura dà un colore caldo, però è uno strato, e su un anello si consuma prima che su un ciondolo o su un orecchino.

Una pietra con un significato: il mese, i figli, una parola segreta

La pietra in un regalo alla moglie può parlare una lingua che capite solo voi. La pietra del suo mese di nascita, del mese delle nozze, dei mesi in cui sono nati i figli: le corrispondenze stanno nella guida alle pietre per mese di nascita. Nell'Inghilterra georgiana, fra gli anni Venti e Trenta dell'Ottocento, andavano di moda gli anelli acrostici, in cui le iniziali delle pietre formavano una parola. La più nota è REGARD, «affetto», composta con rubino, smeraldo, granato, ametista, un secondo rubino e diamante. Lo stesso gioco si ripete in piccolo: due o tre pietre le cui iniziali formano le sue iniziali o una parola vostra.

Pelle sensibile: che cosa controllare prima

Se con gli orecchini economici le si arrossano i lobi, la causa spesso è il nichel. Il marito lo sa meglio di chiunque, perché ha visto quali orecchini lei toglie dopo un'ora. A una moglie così si regala argento 925, oro, oppure pezzi con il materiale dichiarato in scheda e senza nichel tra i componenti. Sintomi, metalli sicuri e trucchi si trovano nell'articolo sull'allergia al nichel nei gioielli.

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Come scoprire misura e gusti senza farsi scoprire

Il regalo alla moglie è spesso una sorpresa, e il marito ha accesso a tutti i dati che servono perché la sorpresa non diventi un errore. Basta raccoglierli con un po' di metodo e senza fretta.

La misura dell'anello: prendete quello che porta

Il modo più affidabile è prendere in prestito un anello che lei porta sul dito giusto e portarlo dal gioielliere, oppure misurarne il diametro interno con un righello. In Italia la misura è un numero di una scala: la 14, per esempio, corrisponde a circa 54,4 mm di circonferenza interna e 17,3 mm di diametro. Se il risultato cade fra due numeri, non tirate a indovinare: lo spessore dell'anello cambia la scelta, e la guida alle misure degli anelli spiega come decidere con la tabella completa.

Attenzione al dito. Un anello che lei porta al medio non vi dice la misura dell'anulare, e un anello preso dalla scatola dei ricordi può avere una misura di anni fa. Scegliete quello che porta adesso, sullo stesso dito a cui pensate.

La lunghezza della catena: guardate dove cade il suo ciondolo

La lunghezza della catena il marito la stabilisce a occhio durante la colazione. Il ciondolo alla base del collo indica una catena di circa 40-42 cm, sulle clavicole circa 45-50 cm, sopra il maglione 60 cm e oltre. Nel dubbio, 45-50 cm va bene con lo scollo aperto e con il colletto della camicia.

Chiedere all'amica o alla sorella

Se il gusto di vostra moglie vi sfugge su qualche dettaglio, chiedete a chi va per negozi con lei. L'amica sa che cosa ha provato e rimesso a posto. Non è una vergogna e non rovina la sorpresa, se le chiedete di tacere. E se nemmeno così siete sicuri, c'è il certificato regalo: la scelta resta a lei, il gesto resta vostro. Come muoversi quando del gusto non si sa quasi niente lo spiega la guida al gioiello in regalo quando non conosci i gusti.

L'incisione: cosa scrivere per lei

L'incisione trasforma un oggetto comprato in un oggetto per lei. La spilla medievale a forma di lettera nascondeva la sua dichiarazione sotto il coperchio, e il principio regge ancora: le parole per lei vanno sul retro, non sul davanti. Zevira non incide i suoi pezzi, quindi la dedica si fa da un orafo, dopo l'acquisto.

Che cosa funziona

Poche parole, e vostre. Una data che significa qualcosa per voi due, le iniziali, una parola del vostro lessico di coppia, un soprannome che nessun altro capirebbe. La data delle nozze in cifre si legge come un codice vostro, e così le coordinate del posto dove vi siete conosciuti. Sul retro di un ciondolo ci sta una riga, all'interno di un anello ancora meno. Altre idee e limiti tecnici nella guida all'incisione su gioielli.

Che cosa evitare

Le citazioni lunghe non ci stanno e diventano minuscole. Le battute che oggi fanno ridere fra un anno sembrano un bigliettino incollato al collo. Il nome sul davanti rende il pezzo infantile. Soprattutto, l'incisione si fa dopo aver verificato che il gioiello va bene, perché un pezzo personalizzato di solito non si cambia più. L'ordine giusto è questo: prima il regalo, poi una settimana in cui si capisce se lo porta, e solo dopo l'orafo. La dedica si può anche regalare a parte, alla ricorrenza successiva, ed è un gesto ancora più bello: il gioiello comincia una seconda vita.

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Gli errori dei mariti: cosa non regalare alla moglie

La lista degli errori è più corta di quella delle idee, e più utile. Ogni voce nasce dallo stesso equivoco: scegliere per l'immagine di lei che avete in testa, invece che per la donna che vedete ogni mattina.

Il regalo secondo il vostro gusto

La trappola principale: il marito sceglie quello che vorrebbe vedere addosso a lei, non quello che lei porta. Oro massiccio a una donna che ama l'argento sottile, un classico rigoroso a chi porta gioielli etnici. La prova è semplice: mettete mentalmente il regalo accanto ai suoi tre gioielli preferiti. Se sembra uscito da un altro portagioie, è un regalo per voi.

Il gioiello «per l'età» o «per fare figura»

Un regalo scelto con la logica «ormai è ora che porti qualcosa di importante» si legge come un commento sull'età. Le perle «come quelle della mamma», l'anello massiccio «da signora» si regalano agli anni, non a lei. Si sceglie secondo il suo stile di oggi, e se il suo stile di oggi sono due cerchietti d'argento, il regalo parte da lì.

Il gioiello con un messaggio nascosto

Un ciondolo a forma di manubrio da palestra, una medaglietta con una frase sulla pazienza, un bracciale contapassi: gli oggetti che contengono un rimprovero li leggerà più in fretta di quanto pensiate. Il regalo alla moglie non educa e non corregge. Se c'è qualcosa da dire, si dice a voce, in un altro momento, e il gioiello resta fuori dalla discussione.

Il bis dell'anno scorso

Il terzo paio di punti luce, la seconda catenina sottile, un altro anello dello stesso tipo. Se il regalo dell'anno scorso lo porta ogni giorno, avete vinto, e non serve duplicarlo. Aggiungetegli la seconda parte o cambiate tipo di gioiello.

Gioielli per la moglie occasione per occasione: cosa regalare e come
OccasioneCosa regalareCome regalarloIncisione
Il suo compleannoUn tipo di pezzo che non ha ancora, nel suo metalloLa mattina, così lo porta alla festaFacoltativa
Anniversario di matrimonioL’altra metà di un regalo già fatto, o un anello della sua misuraDa soli, la seraLa data del matrimonio sul retro
San ValentinoUn pezzo piccolo nel suo stile, non un cuore da vetrinaA casa, prima di uscireUn’iniziale
NataleOrecchini o una catena lunga da portare sulla magliaDavanti alla famiglia, il pezzo intimo dopoMeglio senza
Una nascitaOrecchini vicini al lobo, una catena corta, un braccialeA casa, quando si è riposataLa data di nascita del bambino
Nessuna occasioneIl paio di un orecchino rimasto solo, un ciondolo per la sua catenaSenza cerimonia, con un bigliettoNon serve

Il gioiello alla moglie in altre culture

Il gioiello che il marito dà alla moglie al momento delle nozze esiste in molte tradizioni, e da queste usanze si capisce che il dono alla moglie era considerato una parte del matrimonio stesso, non un accessorio.

India: il thali che si annoda il giorno delle nozze

Nell'India del Sud la collana nuziale thali viene annodata al collo della sposa durante il rito. Il Metropolitan Museum descrive un thali della comunità mercantile dei Chettiar, nel Tamil Nadu: lo dava la famiglia dello sposo, veniva consegnato nel momento culminante delle nozze, quello dei tre nodi, e poi entrava a far parte dei beni della moglie. Lo Smithsonian, descrivendo una collana simile nel suo museo d'arte asiatica, racconta una versione diversa: la davano i genitori della sposa come parte della dote, e a legarla al collo della sposa era lo sposo.

Il thali mostra il dono alla moglie come un inizio e non come un traguardo. Chiunque fornisse l'oggetto, la famiglia dello sposo o i genitori della sposa, ad annodarlo era lo sposo nel primo giorno di matrimonio, e la collana restava con lei per tutta la vita.

Gran Bretagna: la spilla del soldato

Durante la Prima guerra mondiale i soldati britannici, prima di partire per il fronte, regalavano a mogli e fidanzate delle copie in miniatura dei distintivi del reggimento, montate come spille. Le chiamavano sweetheart brooches, «spille per l'amata». Alcune erano d'oro e d'argento con pietre, altre stampate in fabbrica in metallo economico, soprattutto a Birmingham e a Londra. La spilla parlava del marito più che della moglie: dove serviva, chi era. Lei la portava finché lui era lontano.

Un regalo con il vostro segno, il vostro stemma, la vostra iniziale può essere molto forte quando siete lontani: una lunga trasferta, un lavoro su turni fuori casa, una missione. Nella vita di tutti i giorni funziona meno di un gioiello che parla di lei.

Italia: la fede a sinistra e lo spazio per il secondo anello

In Italia la fede si porta tradizionalmente all'anulare sinistro. Per il marito che sceglie un anello da regalare è un dettaglio pratico: un anello nuovo sulla mano sinistra finisce accanto alla fede e deve andarci d'accordo, mentre la mano destra è libera da quel vicinato e può accogliere un pezzo più vistoso. Prima di decidere la forma del regalo guardate come è sistemata la sua mano sinistra: solo fede, fede e anello di fidanzamento, oppure una mano già piena. Più la sinistra è occupata, più l'anello nuovo trova casa a destra o al medio.

Come consegnarlo: il momento, la scatola, il biglietto

La consegna di un regalo alla moglie pesa più di quella di qualunque altro regalo: lei si ricorderà com'è andata, e lo racconterà anche anni dopo. Vale la pena pensarci quanto all'oggetto.

A quattr'occhi o davanti a tutti

Il regalo per l'anniversario e quello senza motivo si danno a quattr'occhi: sono un discorso fra due persone. Il regalo di compleanno si può consegnare la mattina, prima della festa, così lei lo indossa davanti agli ospiti. A Natale e in famiglia si dà quello che è bello mostrare a tutti, e la cosa più personale si tiene per la sera, da soli. Se il gesto vi sta a cuore, non consegnatelo di corsa sulla porta di casa: scegliete un momento in cui lei ha le mani libere e il tempo di aprire la scatola.

La scatola e il biglietto

La scatola resta la casa del gioiello, quindi non si butta, e deve aprirsi con un solo gesto. Il biglietto non descrive l'oggetto, spiega la scelta: perché questa pietra, questo colore, questa forma. Una frase su dove l'avete visto e perché vi ha fatto pensare a lei funziona meglio di un lungo augurio. Se c'è un'incisione, il biglietto non la ripete.

Lo scontrino e il diritto di ripensarci

Il cartellino del prezzo si toglie sempre, lo scontrino si mette da parte dove si può ritrovare. Se avete comprato online, il Codice del consumo dà quattordici giorni per recedere, e per un bene si contano dal giorno in cui viene preso fisicamente in consegna, non dal giorno della festa. Fanno eccezione i pezzi confezionati su misura o chiaramente personalizzati: un'altra ragione per far incidere il gioiello solo quando lei ha deciso di tenerlo.

Miti sui gioielli per la moglie: vero o falso
L’anulare ha una vena che arriva dritta al cuore
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Il marito regala una anello alla moglie solo per chiederla in sposa
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Chi porta argento per una grande occasione deve ricevere oro
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Un regalo costoso vale sempre più di uno modesto
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La placcatura in oro non è un regalo serio
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Che cosa c'è da Zevira per vostra moglie

Nel nostro catalogo tre linee rispondono bene al regalo per la moglie, e ognuna risolve una situazione diversa: lei che ama il colore, lei che vuole un messaggio chiaro, lei di cui non conoscete ancora il gusto.

Argento 925 d'autore con un tocco di blu

La linea Acosta en Plata, del laboratorio di Rodrigo Acosta a Valencia, lavora forme semplici in argento 925 con un accento blu. La collana Gota è un petalo blu irregolare con un disco d'argento opaco su una catenina sottile: un regalo per la moglie che porta argento e ama il colore. Gli orecchini Arce, barretta d'argento lavorata con un fiore blu, sono per chi ha il collo già occupato dalla catenina preferita. Una forma così, nel suo portagioie, difficilmente c'è già.

Il ciondolo lucchetto: un oggetto che parla da sé

Il ciondolo lucchetto Love argentato è in acciaio inossidabile con finitura argentata, misura 14 per 23,8 mm e porta la scritta Love sul davanti. È un regalo che non ha bisogno di biglietto: il lucchetto e la parola si leggono senza spiegazioni. C'è anche la versione dorata per la moglie che porta metallo caldo. È un ciondolo senza catena: si appende alla sua catenina o a una nuova della lunghezza giusta.

Il certificato, quando il gusto è un punto interrogativo

Il certificato regalo è digitale e vale 24 mesi. Sembra un ripiego quando lo si inoltra in chat. Diventa un regalo quando lo stampate, lo mettete in una scatola e scrivete un suggerimento: «orecchini per il tuo vestito blu» oppure «un ciondolo per la tua catenina». La scelta è sua, la direzione è vostra.

Scegliere il regalo per vostra moglie

Argento 925 d'autore con un accento blu, ciondoli e orecchini placcati oro, il ciondolo lucchetto e il certificato regalo digitale.

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Fatti che sorprendono

  1. La legge Oppia non riguardava solo l'oro: alle romane era vietato anche andare in carrozza in città e fino a un miglio di distanza, salvo per le feste religiose pubbliche.

  2. La parola gimmel viene dal latino gemellus, «gemello», e la stessa radice dà il nome alla costellazione dei Gemelli, Gemini.

  3. Nello stesso studio di Gino e Flynn chi regalava pensava che il denaro fosse apprezzato meno di un oggetto richiesto. Chi riceveva rispose il contrario: il denaro lo apprezzava perfino di più.

  4. Le spille dei soldati della Grande Guerra non andavano solo a mogli e fidanzate: si regalavano anche a madri, sorelle e figli.

  5. La causa che fece cadere l'articolo 781 partì da un marito, che chiedeva al Tribunale di Genova di annullare la donazione fatta alla propria moglie.

  6. Il divieto italiano di donazioni tra coniugi aveva un antenato preunitario: il codice albertino del Regno di Sardegna, all'articolo 1186.

Da regalare

Lo regali? Ogni pezzo arriva pronto da donare.

ZeviraConfezione Zevira e un bigliettino in ogni ordine.
Confezione regalo inclusaCertificato di autenticitàReso entro 14 giorni senza motivazione
Orecchini Hojarasca 1
Orecchini Hojarasca98,00 €
Orecchini Roble 1
Orecchini Roble72,00 €
Cerchio Arce 1
Cerchio Arce65,00 €
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Domande frequenti

Che gioiello regalare a mia moglie? Quello che prosegue le sue abitudini e aggiunge un tipo di pezzo che non ha: orecchini con un piccolo pendente se porta solo punti luce, un ciondolo lungo se porta solo catene corte. Nel suo metallo, e senza misura se non la conoscete con certezza.

Meglio regalare un anello o degli orecchini alla moglie? Gli orecchini non chiedono la misura e si vedono in ogni conversazione; l'anello chiede la misura esatta e un posto accanto alla fede. Se conoscete il numero e il dito, l'anello va bene; altrimenti orecchini o ciondolo.

Come scoprire la misura dell'anello di mia moglie di nascosto? Prendete in prestito un anello che porta sullo stesso dito e fatelo misurare dal gioielliere, oppure misurate il diametro interno con un righello e confrontatelo con una tabella delle misure italiane. Se cade fra due numeri, decidete con il gioielliere in base allo spessore.

Oro o argento per un regalo alla moglie? Il metallo che porta lei. Se porta argento, argento 925; se porta oro, oro o placcato dello stesso tono. Se li mescola, va bene uno qualsiasi dei suoi.

Cosa regalare alla moglie che ha già tutto? Un tipo di gioiello che le manca: una spilla a chi ha solo orecchini e ciondoli, un bracciale a chi porta solo anelli. Oppure la seconda parte del suo pezzo preferito, o un certificato con un suggerimento scritto nel biglietto.

Cosa regalare alla moglie per la nascita di un figlio? Un gioiello per lei: orecchini aderenti al lobo, una catena corta con ciondolo o un bracciale, con la data di nascita incisa da un orafo sul retro. I pendenti lunghi possono aspettare qualche mese. Il neonato non riceve gioielli da indossare.

Come stupire la moglie con un regalo? Con la precisione più che con il prezzo: il compagno dell'orecchino rimasto solo, il ciondolo per la catenina che non toglie mai, un pezzo che aveva nominato mesi fa. La sorpresa la mettete nella consegna: il momento giusto e un biglietto di una riga.

Cosa far incidere su un gioiello per la moglie? Poche parole e solo vostre: una data, le iniziali, un soprannome, le coordinate del posto dove vi siete conosciuti. Sul retro e non sul davanti, e solo dopo che il gioiello si è rivelato quello giusto.

Conclusione

Duemila anni fa il diritto romano diffidava dei regali del marito alla moglie, un re longobardo li limitava a un quarto dei beni, e l'Italia ha tenuto quel sospetto nel codice civile fino al 1973. Nel frattempo il principe Alberto costruiva per Vittoria una parure un pezzo alla volta. Le conclusioni sono semplici. Il regalo alla moglie appartiene a lei. Funziona quando prosegue il suo gusto e non il vostro. E il marito ha quello che nessun altro ha: vede il suo portagioie ogni giorno. Se la scelta resta difficile, partite dalla guida ai regali in gioielleria per ogni occasione; se volete un regalo di peso, leggete come scegliere i gioielli da regalare sotto i 100 euro.

Indossa il simbolo, non solo leggerne. Disponibili ora:

Spedizione gratuitaReso entro 14 giorni senza motivazionePagamento sicuro
Collana Hoja 1
Collana Hoja92,00 €
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Collana Mini Roble75,00 €
Collana Pétalos LG 1
Collana Pétalos LG98,00 €

Chi è Zevira

Zevira costruisce i suoi gioielli attorno ai simboli e alle loro storie, nella tradizione del metallo di Albacete: argento 925 d'autore del laboratorio valenciano Acosta en Plata, ciondoli placcati oro con simboli e ciondoli a forma di navaja. Ogni pezzo è scelto per essere regalato in una data e portato tutti i giorni dopo.

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