
Gioielli estivi: cosa significano i simboli dell'estate, dal gelato al fenicottero
Un'estate da indossare
Nel Settecento un ananas in Europa costava quanto lo stipendio mensile di un domestico, e non si mangiava: si noleggiava. Chi organizzava un ricevimento prendeva il frutto esotico da un fornitore per una sola sera, lo metteva al centro della tavola come ornamento e lo restituiva la mattina dopo, e il fornitore lo passava ad altri finché l'ananas non cominciava a marcire. Solo allora lo vendeva, finalmente, a chi poteva permettersi di mangiarsi intero un oggetto di prestigio. Oggi un ananas su un ciondolo costa due soldi, ma il significato di accoglienza, di "benvenuto", gli è rimasto attaccato. Quasi tutti i simboli estivi funzionano così: leggeri e allegri all'apparenza, con una fodera sorprendentemente antica.
L'estate nei gioielli è una lingua a parte. Gelato, anguria, palma, fenicottero, occhiali da sole, cocktail: ogni segno porta con sé l'atmosfera delle vacanze, ma molti hanno anche uno strato più profondo. Qui di seguito vediamo cosa significano, da dove arrivano, di cosa sono fatti, come si indossano e come comporre con loro un look estivo coerente, e non una manciata casuale di allegri portafortuna.
Da dove arrivano i simboli estivi
I gioielli stagionali non sono un'invenzione degli ultimi anni. Le persone hanno sempre segnato la stagione con ciò che indossavano: d'inverno pietre calde dai toni profondi, d'estate materiali chiari e soggetti vivaci. Un ciondolo estivo leggero è un piccolo modo per prolungare le vacanze, per tenere con sé un pezzo di mare e di sole quando la vacanza è ormai finita.
La maggior parte dei simboli estivi nasce da due fonti. La prima è la natura del sud: frutti, piante tropicali, uccelli. La seconda è il rito stesso del riposo: gelato, occhiali, cappello, cocktail, oggetti che tiriamo fuori solo in vacanza. Per questo i gioielli estivi si leggono quasi sempre come gioia e pausa, come il segno di chi sa rilassarsi e non si prende troppo sul serio. È un messaggio sincero e caldo, e qui sta la loro forza.
Un ruolo a parte l'ha avuto la moda dei gioielli souvenir. I bracciali con i ciondoli erano noti già nell'antichità: file simili di amuleti si portavano in Egitto e tra i romani, e nell'Ottocento un bracciale così piaceva alla regina Vittoria, che raccoglieva su una catenina medaglioni e cuori in miniatura. Ma a diventare un'abitudine di massa fu a metà del Novecento, quando dopo la guerra i viaggi diventarono di colpo più economici e accessibili non solo ai ricchi. Allora i ciondoli cominciarono a vendersi come souvenir dei viaggi: una palma da una località, una conchiglia da un'altra, un piccolo monumento da una terza. Il bracciale si trasformava in una mappa personale degli itinerari, ed è proprio da lì che viene l'abitudine di portare l'estate come una collezione di piccoli simboli, e non come un unico oggetto. Questa logica è viva ancora oggi, solo che i formati si sono moltiplicati: ciondoli, orecchini, catenine di lunghezze diverse.
Indossa il simbolo, non solo leggerne. Disponibili ora:
I frutti dell'estate: anguria, ananas, limone, ciliegia
I motivi a frutta sono il cuore del tema estivo. Sono vivaci, riconoscibili e quasi tutti legati a un ricordo preciso.
Anguria: il ricordo dei picnic
L'anguria sembra l'incarnazione del picnic moderno, ma ha alle spalle migliaia di anni. I suoi antenati selvatici crescevano in Africa, e nell'antico Egitto le angurie si coltivavano da così tanto tempo che i loro semi e i loro disegni si ritrovano in tombe vecchie di più di quattromila anni: il frutto si metteva accanto ai defunti come riserva d'acqua e di cibo per il viaggio. L'anguria di allora era piccola e amarognola, e ci sono voluti secoli di selezione per arrivare alla polpa rossa e dolce. Nei gioielli la si compone con colori a contrasto, la buccia verde e la polpa rossa, e spesso si aggiungono pietre nere a forma di seme o puntini di smalto. Di mitologia antica non ne ha quasi, il suo significato è semplice e caldo: spensieratezza, riposo, buonumore. È proprio per questo che la si regala volentieri d'estate e agli adolescenti.
Ananas: ospitalità e casa nuova
L'ananas ha la storia più ricca tra i frutti estivi. In Europa lo portò Colombo, che si imbatté nel frutto durante il suo secondo viaggio verso i Caraibi, e di là dall'oceano l'ananas divenne subito un prodigio: coltivarlo in un clima freddo era quasi impossibile, e trasportarlo attraverso l'Atlantico era lungo e costoso. Un solo frutto costava quanto uno stipendio mensile, perciò non si mangiava ma si esibiva: lo si noleggiava per un ricevimento, lo si metteva al centro della tavola e lo si restituiva al fornitore. L'ananas veniva intagliato su cancelli, mobili e stoviglie come augurio di "benvenuto", e questa moda arrivò perfino in architettura. Nei gioielli il significato si è conservato: l'ananas si regala per l'inaugurazione di una casa nuova e come caldo segno di ospitalità. La corona spinosa in cima rende la sagoma elegante e grafica.
Limone: ottimismo solare
Il limone è sole e freschezza concentrati. Proviene, con tutta probabilità, dalle pendici dell'Asia, e nel Mediterraneo lo diffusero i mercanti arabi circa mille anni fa, e da allora si è fuso con l'immagine delle terrazze del sud e dei pendii rocciosi di Amalfi e della Sicilia. Il suo giallo e la sua acidità vivace si leggono come ottimismo e come uno sguardo sulla vita senza malinconia. Il rametto di limone con un paio di frutti e una foglia è diventato un motivo di moda a sé, che rimanda all'estate mediterranea. È un modo leggero per aggiungere a un look colore e buonumore.
Arancia: abbondanza del sud
L'arancia è più calda e dolce del limone, è segno di abbondanza del sud, di festa e di calore. L'arancia dolce che conosciamo oggi arrivò in Europa più tardi del limone, ed è rimasta a lungo un lusso tale che le corti benestanti costruivano apposite gallerie a vetri, le aranciere, per qualche albero in vaso. La parola stessa "aranciera" nasce proprio dall'arancia. Il frutto arancione e succoso si presta bene allo smalto e dà al look un colore intenso. Se il limone parla di freschezza e vivacità, l'arancia parla di generosità e di dolcezza solare, e la si sceglie quando si cerca calore e non frescura.
Ciliegia: gioco e coppia
Due ciliegie sullo stesso picciolo sono un segno giocoso e un po' sfrontato. La presenza di due frutti allude ai "due", perciò la ciliegia spesso si legge come simbolo di coppia o di amicizia stretta. Il motivo in sé è leggero, civettuolo, lo si sceglie quando non si cerca un significato profondo ma un'atmosfera estiva e un sorriso. La ciliegia ha un ricco passato culturale: i romani la apprezzavano a tal punto che, secondo la tradizione, il condottiero Lucullo portò la ciliegia in Italia da una campagna sul Mar Nero come bottino di guerra, e di là si diffuse in tutta Europa. Nella cultura giapponese, in verità, alla parola "ciliegia" si lega prima di tutto non il frutto ma il sakura, la cui fioritura è diventata simbolo della bellezza effimera, ma nei gioielli estivi regna proprio l'allegra bacca matura gemella.
Fragola: dolcezza e civetteria
La fragola è la prima bacca dell'estate, e nei gioielli si legge come dolcezza, tenerezza e leggera civetteria. La consueta fragola grande da giardino, tra l'altro, è piuttosto giovane: in Europa la si ottenne solo nel Settecento, incrociando per caso due specie selvatiche americane, mentre prima si mangiavano le piccole fragoline di bosco. Il suo rosso e la forma riconoscibile con i piccoli puntini-semi si prestano bene allo smalto. Il ciondolo a fragola si sceglie quando si vuole una nota estiva vivace e un po' giocosa, in una palette calda.
Pesca: calore e tenerezza
La pesca, con il suo morbido rossore, parla di calore, morbidezza e abbondanza del sud. La patria della pesca non è la Persia, come suggerisce il nome italiano, ma la Cina, dove il frutto per migliaia di anni fu considerato simbolo di longevità e immortalità: con le pesche si facevano doni agli dèi, e pesche intagliate ancora oggi si regalano agli anziani per il compleanno come augurio di lunga vita. È un motivo più tranquillo e adulto della fragola vivace, più vicino ai giardini e all'estate senza fretta. Il fianco vellutato della pesca si rende bene con un morbido sfumato di smalto o con la madreperla rosata.
Dolci e bevande: gelato e cocktail
Se i frutti sono la natura dell'estate, il gelato e il cocktail ne sono i riti. Questi simboli parlano di piacere e di pausa, della capacità di fermarsi e di gioire di una piccola cosa.
Gelato: gioia spensierata
Il cono gelato è segno di una gioia pura, quasi infantile, e il cono stesso ha un suo preciso momento di gloria. Il cono di cialda divenne famoso all'Esposizione Universale di Saint Louis nel 1904: secondo la leggenda, a un venditore di gelati finirono i bicchierini di carta, e il vicino di banco vendeva sottili cialde, così quello arrotolò una cialda a cono per togliere d'impaccio il collega. Fu così che il dolce si poté mangiare per la prima volta camminando, senza cucchiaino e senza stoviglie, e il cono divenne all'istante un successo estivo. Nessun simbolismo antico c'è dietro, e qui sta il suo fascino: parla onestamente di buonumore e di un rapporto leggero con la vita. La parte "cremosa" spesso si fa in madreperla rosata o in smalto vivace. È il regalo estivo perfetto senza secondi fini, solo per fare piacere.
Ghiacciolo: retrò e sfrontatezza
Il ghiacciolo sul bastoncino è un parente più retrò e un po' più sfrontato del cono, un saluto all'infanzia estiva e ai chioschi in riva al mare. Il gelato sul bastoncino, secondo una storia molto diffusa, nacque per caso: un ragazzino nell'America di inizio Novecento dimenticò al gelo un bicchiere di limonata con il bastoncino per mescolare che sporgeva, e la mattina dopo tirò fuori per il bastoncino un ghiacciolo alla frutta già pronto. Lo si fa in smalto succoso, a volte con un "morso" sul lato. Il ghiacciolo si sceglie quando non si cerca la tenerezza, ma una nota estiva allegra e un po' birichina.
Cocktail: festa e riposo
Il bicchiere con l'ombrellino e la fetta di frutta è simbolo di vacanza e di festa, di sera in riva all'acqua, di riposo senza fretta. L'ombrellino di carta nel bicchiere, proprio quel dettaglio senza il quale un cocktail non si legge come da spiaggia, viene dalla moda tropicale della metà del Novecento, quando i locali in stile hawaiano e polinesiano decoravano le bevande con minuscoli ombrellini e spiedini, per vendere non solo alcol, ma un pezzetto di tropici. Qui conviene distinguere due significati diversi della parola "cocktail" nei gioielli. Il primo è il soggetto stesso, il piccolo bicchiere-ciondolo. Il secondo è l'anello cocktail, un anello grande e vistoso con una pietra importante, che entrò in moda nell'epoca del proibizionismo, quando le donne ordinavano apertamente le bevande vietate ed esibivano altrettanto apertamente un anello appariscente. Entrambi parlano di festa, ma sono cose diverse, e non vanno confuse.
Recensioni dei clienti
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Attributi della vacanza: occhiali, ciabatte, cappello
Un gruppo a parte di simboli estivi è costituito dagli oggetti che tiriamo fuori solo in vacanza. Si leggono all'istante come "vacanza" proprio perché nella vita di tutti i giorni non hanno posto.
Occhiali da sole
Gli occhiali da sole sembrano un'invenzione dell'alla moda Novecento, ma i primissimi "occhiali" contro il sole li inventarono i popoli del Nord migliaia di anni fa. Gli inuit e altri cacciatori artici intagliavano da osso, legno o zanna di tricheco schermi compatti con una stretta fessura per entrambi gli occhi: questi occhiali a feritoia salvavano non dalla luminosità, ma dalla cecità da neve, tagliando quasi tutta la luce accecante riflessa da neve e ghiaccio. Le consuete lenti scure come protezione dai raggi ultravioletti comparvero molto più tardi. Nei gioielli, piccoli occhiali-ciondolo si leggono come "sono in vacanza" e aggiungono leggerezza al look. È uno dei simboli estivi più cittadini: parla della capacità di staccare e rilassarsi, non per forza in riva al mare.
Ciabatte e sandali da spiaggia
Le ciabatte o infradito sono il segno più diretto di mare e sabbia. La forma stessa della calzatura con la cinghietta tra le dita è antica: sandali simili si portavano già nell'antico Egitto e in Giappone, e le ciabatte di gomma diventarono la calzatura estiva di tutto il mondo a metà del Novecento, in gran parte grazie agli zori giapponesi, che dopo la guerra si diffusero sulle spiagge del pianeta. Nella vita di tutti i giorni le ciabatte non hanno posto, perciò un ciondolo a ciabatta dice all'istante "estate, spiaggia, a piedi nudi". Le si prende spesso come souvenir di un viaggio preciso, o le si regala a chi vive nell'attesa delle vacanze.
Cappello di paglia
Il cappello di paglia è segno di un sud senza fretta: terrazze, mare, sole della sera. Il più famoso cappello estivo, il panama, ha un curioso pasticcio nel nome: lo intrecciavano in Ecuador, ma lo chiamarono "panama" perché cominciarono a venderlo in massa attraverso Panama, e la fama arrivò dopo che con un cappello così venne fotografato un presidente degli Stati Uniti sul cantiere del canale di Panama. Si legge morbido e rilassato, come immagine della leggerezza vacanziera. Il cappellino-ciondolo lo prendono coloro per cui l'estate è stile e giornate calde, e non sport.
Valigia
La valigia, soprattutto vintage, è puro simbolo di viaggio e di pregustazione della partenza. È curioso che la valigia con le ruote, senza la quale oggi l'aeroporto è impensabile, sia stata inventata sorprendentemente tardi: il primo brevetto per una valigia con le rotelle comparve solo all'inizio degli anni Settanta, e la comoda maniglia telescopica si aggiunse addirittura più verso la fine del secolo. Prima di allora le valigie pesanti si portavano semplicemente a mano, e il viaggio era letteralmente più faticoso. Il ciondolo-valigia si regala prima di un grande viaggio, o lo si raccoglie come ricordo.
Aeroplanino
Il piccolo aeroplano è segno di volo, di terre lontane e di sogno della partenza. Anche la vacanza di massa "in aereo" è un fenomeno di un passato non così remoto: fino a metà del Novecento il volo era un lusso per pochi eletti, e solo i jet resero le terre lontane accessibili ai comuni vacanzieri, trasformando l'aereo in simbolo di vacanza e non di evento d'affari. Parla del momento del decollo e della pregustazione del nuovo. L'aeroplanino piace a chi la vacanza la comincia dalla scaletta, e spesso lo si regala prima di un viaggio come caldo augurio di buon cammino.
Ombrellone da spiaggia
L'ombrellone a righe da spiaggia è segno di un riposo pigro e senza fretta, proprio quello in cui non c'è niente per cui affrettarsi. L'ombrello contro il sole è più antico dell'ombrello contro la pioggia: nell'antico Egitto, in Assiria e in Cina i servitori dovevano tenere un ventaglio-ombrello sopra il personaggio nobile, e l'ombra dal sole era un privilegio, segno di alto rango. L'abbronzatura allora tradiva il povero che lavorava nei campi, e la pelle chiara era apprezzata, e solo nel Novecento la moda si rovesciò, facendo dell'abbronzatura un segno di riposo. L'ombrellone si legge come ombra, pausa, diritto a non fare nulla. Il motivo è raro e per questo fresco, lo prendono coloro che dell'estate apprezzano non l'attività, ma la quiete e le giornate lente in riva all'acqua.
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Vacanza attiva: surf, acqua e strada
Un gruppo a parte di simboli parla dell'estate in movimento, per chi non si accontenta di stare sdraiato sulla sabbia. Non parlano di quiete, ma di avventura.
Tavola da surf
La tavola da surf è simbolo di libertà e della capacità di cogliere l'attimo. Il surf non è un passatempo da spiaggia degli ultimi decenni, ma un'antica arte della Polinesia: alle Hawaii cavalcare l'onda faceva parte della cultura secoli prima degli europei, la tavola la possedevano sia la gente comune sia i capi, e i nobili avevano tavole enormi tutte loro, mentre l'onda stessa era considerata quasi un elemento sacro. Su un ciondolo la tavola parla di amore per l'oceano e di vacanza attiva, di un carattere che cerca l'onda e non l'ombra. La sagoma è essenziale e riconoscibile, facile da stilizzare. È il segno di chi vive l'estate come sport e adrenalina.
Maschera da snorkeling
La maschera da snorkeling o da immersione parla del mondo subacqueo e della curiosità. Guardare sott'acqua gli esseri umani ci hanno provato per migliaia di anni: i pescatori di perle e di spugne scendevano in profondità con un solo respiro, e i primi "occhiali" per il nuoto subacqueo si facevano da carapace di tartaruga levigato già nell'antichità. La consueta maschera con il vetro e il boccaglio è già un'invenzione del Novecento. Questo simbolo lo scelgono coloro a cui interessa ciò che è nascosto sotto la superficie: gli amanti del mare e i sognatori dell'acqua tiepida. Nei gioielli la maschera si legge come segno di esplorazione e di attrazione per la profondità, in senso proprio e figurato.
Occhialini da piscina
Gli occhialini da nuoto sono un parente più sportivo della maschera, segno di piscina, di vasche e di disciplina. Se la maschera parla di contemplazione del mondo subacqueo, gli occhialini parlano di movimento e di sfida. È curioso che nel nuoto gli occhialini siano comparsi tardi: ancora a metà del Novecento i nuotatori gareggiavano senza e soffrivano per il cloro, e gli occhialini chiusi entrarono nello sport in massa solo verso gli anni Settanta, cambiando notevolmente le vasche lunghe. Li scelgono coloro per cui l'acqua è sport e l'estate è impensabile senza una nuotata.
Salvagente
Il salvagente a righe è un segno marinaresco retrò dal doppio significato. Da un lato è un leggero motivo vacanziero nello spirito delle vecchie cartoline, dall'altro è simbolo di sostegno e di salvataggio, di chi accorre sempre in aiuto. Il salvagente stesso ha anche una genealogia seria: la colorazione bianca e rossa non è casuale, un contrasto del genere si vede meglio sull'acqua, ed è uno standard tenuto da secoli per l'attrezzatura di salvataggio sulle navi. Per questo un ciondolo del genere a volte si regala come caldo segno di "ci sono io, se serve".
Camper e strada
La casa su ruote, il caravan, il furgoncino sono simbolo di viaggio senza programma e di libertà della strada. L'idea stessa della casa su ruote per le vacanze è più antica dell'automobile: i primi carri abitabili si facevano ancora a trazione equina, per i circensi e gli amanti della vita nomade, e simbolo estivo di massa il furgoncino lo diventò a metà del Novecento, insieme alla moda dei viaggi in auto e a quel famoso minibus compatto che portava sulla costa intere comitive. Parla dell'estate come itinerario che scegli tu, di notti sotto le stelle e di movimento per il gusto del movimento. Questo motivo completa bene la compagnia dell'aeroplanino e della valigia.
Tropici: palma, fenicottero, monstera
Il gruppo tropicale è il codice estivo più riconoscibile. Negli ultimi anni questi motivi sono diventati quasi sinonimo di vacanza e di stile del sud.
Palma
La palma è segno di vacanza, calore e relax, ma in origine il suo significato era solenne. Nell'antichità il ramo di palma significava vittoria: lo si consegnava ai trionfatori e ai campioni dei giochi, da qui l'espressione "palma della vittoria", e più tardi il ramo divenne simbolo di pace e di trionfo. Oggi di quella severità resta solo la sagoma, che si legge come puro riposo. È essenziale e sta bene anche nell'esecuzione più piccola, perciò la palma la si prende spesso come sottile ciondolo dorato da tutti i giorni, che ricorda in silenzio il mare. È uno dei simboli estivi più versatili, adatto sia in spiaggia sia in città.
Fenicottero
Il fenicottero rosa è diventato un'icona dell'estate in gran parte grazie alla statuetta di plastica da giardino. La inventò il designer americano Don Featherstone nel 1957: l'uccello rosa di plastica a poco prezzo, su zampe di filo metallico, si sparse sui prati delle periferie e si trasformò di colpo in simbolo di riposo spensierato, di kitsch e di buonumore. Il colore rosa dei fenicotteri veri, poi, non è innato: gli uccelli nascono grigi e diventano rosa per i pigmenti dei crostacei e delle alghe di cui si nutrono. Nei gioielli il fenicottero è leggerezza, vivacità e un po' di chic giocoso, e lo smalto rosa rende il ciondolo evidente e allegro.
Foglia di monstera
La foglia di monstera, con le sue fenditure frastagliate, è un motivo più moderno, quasi da designer, che rimanda alla botanica e al verde tropicale. I buchi nelle foglie hanno una spiegazione pratica: così la pianta dei piani bassi della giungla lascia passare più facilmente la luce e supera gli acquazzoni tropicali senza spezzarsi sotto i fiotti d'acqua. Il motivo funziona bene in orecchini e ciondoli grandi e appare fresco, senza dolcezza. La monstera la prendono coloro a cui è più vicino uno sguardo elegante sui tropici, e non quello da souvenir balneare.
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Il sole e il cielo d'estate
Il sole è forse il principale segno estivo: calore, energia, vita. Nei gioielli estivi lo si fa raggiante, dorato, a volte con un volto in stile antico. Ma il sole ha una lunga storia autonoma in coppia con la luna, e ne parliamo in dettaglio in un approfondimento a parte su sole e luna nei gioielli. Nel tema estivo il sole funziona come un caldo accento e raccoglie bene attorno a sé gli altri simboli.
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Il tema marino: dove guardare oltre
Il mare è metà dell'estate, ma i simboli marini meritano un discorso a parte, e quel discorso ce l'abbiamo già. Per non far gonfiare troppo questa guida, la teniamo di proposito sulla terraferma e sulla quotidianità delle vacanze, e la parte marina la lasciamo ai materiali dedicati.
Se l'attrazione è proprio verso il mare, dai un'occhiata all'approfondimento generale sui simboli marini nei gioielli, dove sono raccolti conchiglia, ancora, stella e onda. Sui singoli protagonisti ci sono articoli propri: il delfino come simbolo di gioia e amichevolezza, la conchiglia capasanta con la sua storia di pellegrini, il corallo rosso come antico amuleto mediterraneo. Stella marina, cavalluccio e granchio vivono anch'essi in questi approfondimenti. Così la capsule estiva si completa facilmente con i soggetti marini, senza ripetersi.
I materiali dei gioielli estivi: cosa scegliere
L'estate detta la sua palette e i suoi materiali. Qui comandano il colore e la leggerezza, non la severa preziosità. Ma dietro l'aspetto allegro di un ciondolo estivo ci sono materiali ben precisi, e ognuno ha il suo carattere: uno dà colore succoso, un altro un bagliore morbido, un terzo una lucentezza calda. Vediamoli in ordine, di cosa si fanno i gioielli estivi, qual è il punto di forza di ciascun materiale e cosa teme. Questo aiuta a scegliere un oggetto che sopravviva alla stagione, e non si consumi entro agosto.
Smalto a caldo
Lo smalto a caldo è proprio lo smalto classico, quel materiale che dà al ciondolo estivo un colore puro e succoso. In sostanza è vetro colorato: sul metallo si stende una polvere di vetro macinata e si cuoce nel forno a una temperatura di circa ottocento gradi, la polvere fonde e si salda saldamente alla base. La tecnica è antica, con lo smalto colorato decoravano gli oggetti già i celti e i maestri bizantini. Il pregio dello smalto a caldo è la resistenza: la superficie vetrificata è dura, non si scolorisce al sole, non teme l'acqua e mantiene la vivacità per anni. Il difetto è una fragilità di altro genere: come ogni vetro, in caso di forte urto contro pietra o piastrelle lo smalto a caldo può scheggiarsi o incrinarsi. Teme proprio gli urti bruschi e le cadute sul duro, mentre del sole, dell'acqua di mare e della crema non ha nulla da temere.
Smalto a freddo
Lo smalto a freddo non è vetro, ma resina colorata (epossidica o acrilica), che si cola nelle celle e si asciuga senza cottura. Da qui il nome: nel processo non c'è alta temperatura. Lo si ama perché è più economico e più semplice da lavorare, permette qualsiasi tonalità e sfumature delicate, perciò molti ciondoli estivi vivaci sono fatti proprio così. Ma in resistenza lo smalto a freddo è nettamente inferiore a quello a caldo. La resina è più morbida del vetro, col tempo può opacizzarsi o ingiallire, non ama il sole prolungato, l'acqua calda e i solventi, e con il profumo e l'alcol la superficie si appanna. In breve: lo smalto a caldo è più resistente e duraturo, quello a freddo è più vivace nella palette e più accessibile, ma richiede cura. Al tatto si distinguono così: lo smalto a caldo è freddo e squillante come il vetro, quello a freddo è un po' tiepido e morbido come la plastica.
Madreperla
La madreperla va nelle parti "cremose" e bianche dei soggetti estivi: la pallina del gelato, il petalo, la nuvoletta, il corpo della conchiglia. È il rivestimento iridescente interno della conchiglia, con cui il mollusco accresce lo strato protettivo, lo stesso materiale da cui nasce la perla. Il suo punto di forza è il morbido bagliore vivo con un leggero cangiore, che non danno né lo smalto né la pietra, e per giunta non grida affatto, si legge chiara ed estiva. La debolezza della madreperla è che è materia organica ed è morbida: teme gli acidi, i profumi, le creme e i prodotti chimici domestici, dai quali si opacizza, non ama il sole prolungato e il caldo secco, può sfaldarsi e si graffia contro il metallo e gli abrasivi. L'acqua di mare e quella clorata le sopporta male, perciò un ciondolo di madreperla in spiaggia e in piscina è meglio toglierlo.
Doratura e la sua tenuta
Il caldo colore dell'oro rafforza la nota solare, perciò palme, sole e ananas si fanno dorati particolarmente spesso. Il più delle volte non è oro massiccio, ma doratura: un sottile strato d'oro sopra l'argento o un altro metallo. Quanto alla tenuta, qui decide tutto lo spessore dello strato. Una doratura sottile ed economica si consuma in fretta, in una stagione di uso intenso sui bordi e nei punti di sfregamento può affiorare la base. Una doratura spessa, invece, applicata per galvanica in uno strato fitto (a volte la si chiama "vermeil" se l'oro è steso sull'argento), tiene per anni e sopravvive al normale uso estivo senza perdite. Il nemico di qualsiasi doratura non è l'acqua di per sé, ma lo sfregamento e la chimica aggressiva: sale di mare, cloro della piscina, profumi, crema e sudore accelerano il consumo del rivestimento. Perciò è ragionevole togliere il ciondolo dorato prima del mare, della doccia e dell'applicazione dei cosmetici, e allora il colore caldo si conserva a lungo.
Pietre estive chiare
L'estate ha la sua palette di pietre, chiara e trasparente, all'opposto dei toni profondi invernali. Ecco quattro che più spesso si montano nei gioielli estivi, e cosa conviene sapere su di loro.
L'acquamarina è l'acqua e il cielo in persona, di un azzurro trasparente e fresco. Il suo nome si traduce proprio così dal latino, "acqua di mare", e i marinai un tempo la consideravano un amuleto in navigazione. È una varietà di berillo, una pietra piuttosto dura e resistente, sopporta tranquillamente l'acqua e l'uso, ma non ama il sole vivo prolungato: con quello l'azzurro può scolorirsi, perciò d'estate è meglio proteggerla dai raggi diretti nelle ore più calde.
Il peridoto, ovvero l'olivina, dà una succosa nota verde primaverile ed è la pietra di agosto, perciò lo amano particolarmente i festeggiati estivi. Il peridoto più insolito è arrivato fino a noi addirittura con i meteoriti. È una pietra di durezza media, sopporta bene l'acqua, ma teme gli acidi e gli sbalzi bruschi di temperatura e si graffia un po' più facilmente dell'acquamarina, perciò è meglio evitare la vicinanza con pietre dure nello stesso portagioie.
Il citrino è il sole catturato nella pietra, una calda lucentezza color miele e giallo dorato, una varietà di quarzo. È economico, duro e abbastanza poco esigente, regge bene l'acqua e l'uso. L'unica debolezza è la stessa di molte pietre gialle: con il sole caldo e prolungato la tonalità può sbiadire, perciò non conviene stare al sole con quello tutto il giorno.
Il turchese rimanda al mare e allo stile del sud, all'etnico e al riposo rilassato. È la pietra più capricciosa delle quattro: porosa e morbida, assorbe avidamente di tutto, e con acqua, profumi, crema, olio e sudore si scurisce e diventa verdastra, cambiando colore per sempre. Il turchese non si deve bagnare, e tanto meno portarlo in mare o in piscina, lo si pulisce solo con un panno asciutto. In compenso, trattato con cura, dura decenni.
Cura dei gioielli estivi
L'estate è spiaggia, acqua, sole, crema e profumi, e quasi tutto questo è ostile ai materiali delicati. La buona notizia è che le regole di cura sono semplici e si riducono a un solo principio: il gioiello si indossa per ultimo e si toglie per primo. Qui sotto vediamo cosa si può e cosa non si può fare per ogni materiale e per ogni situazione estiva.
Smalto, madreperla e doratura in acqua
Lo smalto a caldo non teme l'acqua e sopravvive sia alla doccia sia al bagno, gli sono pericolosi solo gli urti contro il bordo della piscina o le piastrelle. Lo smalto a freddo tollera peggio l'acqua: dall'acqua calda e dall'ammollo prolungato la resina può appannarsi, perciò sotto la doccia e nella vasca calda è meglio toglierlo. La madreperla e la doratura l'acqua non la amano per principio. Il sale di mare e il cloro della piscina opacizzano la madreperla e accelerano il consumo della doratura, perciò prima del mare, della piscina e della doccia questi gioielli si tolgono. Se comunque ci si è bagnati, a casa sciacqua l'oggetto con acqua dolce pulita e asciugalo bene con un panno morbido, non lasciare che sale e cloro si secchino sulla superficie.
Sole, crema e profumi
Il sole caldo diretto danneggia non il metallo, ma il colore: lo smalto a freddo può bruciare e ingiallire, le pietre chiare come acquamarina, citrino e turchese possono sbiadire per i raggi prolungati. Allo smalto a caldo e alla doratura il sole non fa paura. Crema, lozione e olio solare sono una sciagura a parte: si infilano sotto le pietre e nel rilievo dello smalto, lasciano una patina, opacizzano la doratura e si insinuano nel turchese poroso e nella madreperla. Profumi e spray, per lo stesso motivo, si applicano prima dei gioielli e non sopra: l'alcol appanna lo smalto a freddo e la madreperla. La regola è una sola e funziona sempre: prima crema, trucco e profumo, lasciali assorbire, e solo dopo indossa il gioiello.
Conservazione e spiaggia
Dopo una giornata in spiaggia pulisci il gioiello con un panno morbido e asciutto, la sabbia è un abrasivo e graffia sia lo smalto, sia la madreperla, sia le pietre morbide. Conserva gli oggetti estivi separati, in un sacchettino o in uno scomparto, perché non si sfreghino tra loro: una pietra dura graffia facilmente lo smalto o il turchese vicino. E non portare sulla spiaggia stessa ciò che ti dispiacerebbe perdere o rovinare: sale, sabbia e sole in una sola giornata intensa fanno a un ciondolo delicato più di un mese di uso in città. Cosa sopravvive tranquillamente a mare, sole e sabbia, e cosa è meglio lasciare a casa, lo abbiamo analizzato in dettaglio in un materiale a parte su quali gioielli non si rovinano in spiaggia.
Pietra in base al mese di nascita
Le pietre estive chiare le abbiamo viste sopra, ma c'è anche un'altra logica di scelta, in base al mese di nascita. Il peridoto è la pietra di agosto, l'acquamarina è assegnata a marzo, il citrino lo si lega spesso a novembre, e la pietra di luna e la perla a giugno. Se si vuole che il ciondolo estivo sia non solo bello ma anche personale, scegli la pietra in base al mese di chi lo riceve. La pietra di luna e la perla, per giunta, danno proprio quel morbido bagliore senza lucentezza e si accordano bene con i soggetti marini. L'elenco completo con storia e significati c'è nell'approfondimento generale sulle pietre portafortuna per mese di nascita.
Estate: fatti che sorprendono
Prima di comporre la capsule estiva, un paio di dettagli curiosi sui simboli stessi e sull'estate. Sono tutti verificabili e si inseriscono bene in una conversazione, quando regali un ciondolo del genere.
Il fenicottero rosa sul prato è più giovane di quanto sembri, e ha un autore preciso. La statuetta di plastica la inventò il designer Don Featherstone nel 1957, ed è entrata nella cultura così saldamente che le hanno perfino dedicato un premio scherzoso; i fenicotteri veri, poi, diventano rosa non da soli, ma per il cibo, e in cattività senza un mangime apposito tornano grigi.
Il cono di cialda divenne famoso all'Esposizione Universale di Saint Louis nel 1904. La stessa esposizione, secondo la tradizione, regalò al mondo diverse golosità di strada comode da mangiare camminando, ed è proprio allora che il gelato divenne definitivamente cibo estivo di strada, e non dessert da tavola.
L'ananas per secoli non fu cibo, ma un accessorio di prestigio. Nell'Europa del Settecento un solo frutto costava quanto uno stipendio consistente, perciò i padroni di casa lo noleggiavano per una sola sera per una tavola d'effetto, e la polpa vera toccava solo ai più ricchi, quando il frutto cominciava già a marcire.
I primi occhiali da sole della storia non hanno nulla a che vedere con la spiaggia. Li intagliavano da osso e legno i cacciatori artici: uno schermo compatto con una stretta fessura salvava gli occhi non dal caldo, ma dalla cecità da neve, tagliando il riverbero accecante di neve e ghiaccio.
L'anguria è più antica di quasi tutte le "moderne" gioie estive. La si coltivava nella valle del Nilo migliaia di anni fa e la si metteva nelle tombe come riserva d'acqua per il viaggio nell'aldilà, ed è diventata dolce e rossa solo dopo molti secoli di selezione, essendo in origine pallida e amarognola.
L'abbronzatura un tempo era considerata segno di povertà, e non di riposo. Fino al Novecento si apprezzava la pelle chiara, l'ombra dell'ombrello era un privilegio dei nobili, e l'ombrellone da spiaggia si leggeva come segno di status, diritto a non lavorare al sole.
Il bracciale con i ciondoli come souvenir dei viaggi è un fenomeno della metà del Novecento. L'idea stessa della fila di amuleti è antica, la conoscevano già in Egitto, ma fu proprio il boom turistico del dopoguerra a trasformare il ciondolo in un piccolo trofeo di viaggio, che si porta da ogni nuovo luogo.
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Come indossare e comporre un look estivo
I simboli estivi raramente si portano da soli, e qui sta il loro bello. Sono pensati come una compagnia allegra, e non come un singolo segno austero.
La mossa più semplice è raccogliere alcuni ciondoli su una stessa catenina o su un bracciale con i charm, dove ogni simbolo è una storia a parte di un viaggio o di un'estate. Funziona bene la sovrapposizione di catenine di lunghezze diverse, su una la palma, su un'altra il sole, su una terza una piccola conchiglia. Perché il look non si trasformi in un guazzabuglio, mantieni un tono comune, il più delle volte dorato, e un'unica palette di smalto. Sulla logica di abbinare più gioelli c'è una guida a parte più dettagliata.
I gioielli estivi amano la pelle scoperta e gli abiti chiari: camicia di lino, prendisole, costume, spalle abbronzate. Su una stampa tropicale variopinta i piccoli simboli si perdono, perciò è meglio dare loro uno sfondo tranquillo. E ricorda la misura: due o tre segni allegri si leggono come stile, una decina di colpo come negozio di souvenir.
A chi si addice e come comporre una capsule estiva
I simboli estivi si addicono a chi ama gioielli leggeri, non pomposi, e non teme un sorriso nel look. È un ottimo regalo per un adolescente, per chi sta per partire, per chi vive tutto l'anno nell'attesa delle vacanze.
Se non si vuole un solo ciondolo ma un tema coerente, componi una piccola capsule estiva. Prendi un simbolo di ancoraggio, per esempio la palma o il sole, come protagonista, aggiungici un paio di simboli di supporto, un frutto e un soggetto marino, e tieni tutto nello stesso metallo. Una capsule del genere funziona come una piccola collezione: gli oggetti si abbinano tra loro, si possono portare insieme e separatamente, ed è piacevole arricchirla con un nuovo simbolo a ogni viaggio. È questo il modo più vivo di indossare l'estate, non come un portafortuna casuale, ma come una storia personale che cresce.
Domande frequenti
Cosa simboleggiano i gioielli estivi? Il più delle volte si leggono come gioia, riposo e rapporto leggero con la vita. Una parte dei simboli ha anche uno strato più profondo: l'ananas è ospitalità e casa nuova, il limone ottimismo solare, la ciliegia un accenno alla coppia, la palma e il fenicottero vacanza e tropici. Ma molti motivi estivi, per esempio il gelato o gli occhiali, non portano mitologia antica, e il loro significato è semplice e sincero: buonumore.
Quale simbolo estivo regalare? Dipende dalla persona. Prima di un viaggio vanno bene l'aeroplanino, la valigia o la palma. Per l'inaugurazione di una casa l'ananas come segno di ospitalità. A un adolescente l'allegro gelato, l'anguria o la ciliegia. A chi ama il mare un soggetto marino come la conchiglia o il delfino. Se hai dubbi, prendi il sole o la palma: piacciono quasi a tutti e si abbinano facilmente con altri simboli.
Si possono indossare i gioielli estivi non solo d'estate? Sì, e molti fanno proprio così. Una piccola palma d'oro o un sole su una catenina sottile stanno bene tutto l'anno e funzionano come un caldo richiamo alle vacanze in pieno inverno. I soggetti vivaci in smalto come l'anguria o il fenicottero sono più stagionali, di solito si portano dalla primavera all'autunno, ma una regola rigida non c'è.
Di cosa sono fatti i gioielli estivi e temono l'acqua? Il più delle volte sono argento o doratura con smalto vivace, madreperla e pietre chiare. Lo smalto e la maggior parte delle pietre sopportano tranquillamente l'acqua, mentre una doratura sottile e la materia organica come la perla in spiaggia è meglio proteggerle. Se hai in programma di non togliere il gioiello in mare e in piscina, dai un'occhiata al nostro approfondimento a parte sui gioielli da spiaggia.
Perché una capsule estiva è meglio dei singoli ciondoli? La capsule sono alcuni simboli in un solo stile e metallo, che si abbinano tra loro. È comoda da portare sia insieme sia a turno, ed è piacevole arricchirla con un nuovo segno a ogni viaggio. Un singolo ciondolo casuale vive per conto suo, mentre la capsule si compone in una storia personale dell'estate e appare coerente, e non sparpagliata.
I simboli estivi vanno bene per gli adulti, o sono solo per gli adolescenti? Vanno bene per tutti. La differenza è nell'esecuzione. Le versioni per adolescenti sono vivaci, grandi, con smalto succoso. Il tema estivo adulto è più spesso una sottile palma d'oro, un piccolo sole, una sobria foglia di monstera, un rametto di limone. Il significato è lo stesso, leggerezza e riposo, ma il tono è più sobrio.
Da dove cominciare a comporre una capsule estiva? Prendi un simbolo di ancoraggio che ti sia più vicino, il più delle volte la palma o il sole, e rendilo protagonista. Poi aggiungici uno o due segni di supporto nello stesso metallo: un frutto per il colore, un soggetto marino per la profondità. Mantieni una palette comune e non prendere tutto in una volta. La capsule è bella perché cresce a poco a poco, ed è più piacevole arricchirla con un nuovo simbolo a ogni viaggio che comprare una decina di ciondoli in un colpo solo.
I gioielli estivi sembrano economici? Dipende dall'esecuzione, non dal tema. Uno smalto curato dal colore pulito, una saldatura regolare, una buona minuteria appaiono di pregio anche nel soggetto più allegro. Sembra economica la trascuratezza: un disegno sbavato, i bordi storti, una doratura opaca. Se si vuole sobrietà, prendi sottili simboli dorati senza smalto, una sobria palma o un sole, si leggono tranquilli e adulti.
Argento, oro, smalto, simbologia, soggetti marini ed estivi, set in coppia.
Indossa il simbolo, non solo leggerne. Disponibili ora:
Chi è Zevira
Zevira è una casa di gioielleria spagnola di Albacete. Soggetti estivi leggeri, simboli marini e ciondoli in smalto sono una delle categorie del catalogo. Amiamo i gioielli con un significato chiaro e di buonumore, e non il decoro vuoto. Per le posizioni attuali e i dettagli, guarda il catalogo.




















