
Septum e gioielli per il naso: dai riti vedici all'anello nel setto
Il piercing al naso compare nei testi indiani molto prima di diventare una moda occidentale: la medicina vedica legava la narice sinistra della donna alla salute riproduttiva e a un parto più facile. In Medio Oriente l'anello al naso faceva parte della dote nuziale millenni prima delle prime riviste di moda. Quella che molti considerano ancora una ribellione adolescenziale è in realtà una delle più antiche tradizioni di ornamento del corpo del pianeta.
Il naso offre diversi punti da forare, e ognuno ha il suo carattere, il suo dolore, i suoi tempi e i suoi gioielli. L'anello nel setto, una piccola pietra sull'ala, il ferro di cavallo curvo, la vite a spirale che tiene senza chiusura e il finto piercing per chi non se la sente di farsi forare. Qui trovi tutto: la storia dai popoli nomadi alle sottoculture, i tipi di piercing, i tipi di gioielli e in cosa si distinguono, i metalli per la guarigione e per il porto quotidiano, le misure, come scegliere la forma in base al viso, la cura e il contesto culturale.
Da dove arriva l'ornamento del naso: una storia lunga millenni
Medio Oriente e nomadi: l'anello come parte del matrimonio
La più antica menzione scritta di un ornamento del naso si trova nel Libro della Genesi: il servo di Abramo dona alla futura sposa Rebecca un anello d'oro per il naso, come parte del dono nuziale. Presso i popoli nomadi del Nord Africa e dell'Arabia l'anello al naso aveva un significato patrimoniale diretto. La dimensione e il peso dell'anello d'oro mostravano la ricchezza della famiglia dello sposo, mentre il gioiello restava proprietà personale della donna, la sua garanzia in caso di divorzio o vedovanza. Tra i berberi e i beduini i grandi anelli passavano per linea femminile ed erano parte della dote, che restava sempre con la sua proprietaria.
India: il nath, la narice e il legame con il matrimonio
In India il piercing al naso è diventato una tradizione femminile dalle radici profonde. Il nath, il grande anello nella narice sinistra spesso collegato da una catenella sottile ai capelli o all'orecchio, è ancora oggi parte dell'abito da sposa in molte regioni. Una donna sposata si riconosceva da questo gioiello al primo sguardo, come dalla fede nella tradizione europea. In ogni stato il nath ha una forma propria: nel Maharashtra è enorme, a forma di mezzaluna con perle e pietre, nel sud è più discreto e vicino all'ala. Il piercing si faceva spesso prima delle nozze, e il gioiello diventava segno del nuovo status.
Ayurveda e narice sinistra
La medicina ayurvedica legava proprio il piercing della narice sinistra alla salute femminile. Secondo le concezioni tradizionali, in quel punto passano i canali che governano l'apparato riproduttivo, e il piercing avrebbe dovuto alleviare i dolori mestruali e il parto. La scienza moderna non conferma queste affermazioni, e vanno trattate come parte di una cultura, non come un fatto medico. Ma la tradizione si è rivelata tenace: per milioni di donne la scelta del lato sinistro non è legata alla moda, bensì a come facevano le madri e le nonne.
La sottocultura occidentale del Novecento
In Europa e in America il piercing al naso è arrivato tardi e per una strada del tutto diversa. Negli anni Sessanta e Settanta lo portarono gli hippie che tornavano dai viaggi in India: per loro l'anello sull'ala era segno di interesse per la spiritualità orientale. Poi il testimone passò al punk: il piercing divenne un gesto di protesta contro il perbenismo, soprattutto quello del setto, che appariva provocatorio. A cavallo del secolo il naso entrò definitivamente nella cultura comune dell'ornamento del corpo, e oggi una piccola pietra sull'ala la porta sia la studentessa sia la responsabile di reparto, senza alcun sottinteso di ribellione.
Il setto presso guerrieri e tribù
Il piercing del setto è una storia a parte e molto antica. Presso molte culture tribali della Nuova Guinea, dell'Amazzonia e delle isole del Pacifico, attraverso il setto si infilavano un osso, una zanna o un bastoncino di legno. Per il guerriero era un segno di forza e intimidazione: il gioiello rendeva il volto più largo e più minaccioso. Presso alcuni popoli la dimensione dell'inserto cresceva insieme allo status dell'uomo. Quello che oggi sembra un sottile ferro di cavallo d'oro nasce da una tradizione in cui ornare il setto non significava affatto delicatezza.
Tipi di piercing al naso: dove si può davvero mettere un gioiello
Narice: il piercing più frequente e intuitivo
Il piercing dell'ala del naso, la narice, è il più diffuso e riconoscibile. L'ago attraversa il tessuto morbido dell'ala, di solito nella sua parte superiore curva, e vi si inserisce una piccola pietra o un anellino. Guarisce relativamente in fretta, in media in due-quattro mesi, perché l'ala del naso è ricca di vasi e ben irrorata di sangue. È un punto di partenza comodo per chi si fora il naso per la prima volta: il gioiello è piccolo, visibile esattamente quanto vuole chi lo porta, e facile da nascondere all'occorrenza.
Septum: il piercing del setto
Il septum, il piercing del setto nasale, non passa attraverso la cartilagine ma attraverso una sottile striscia di tessuto morbido alla sua base, che i piercer chiamano sweet spot, il punto dolce. Se il professionista lo centra, il piercing è quasi indolore e guarisce in due-quattro mesi. Il grande pregio del septum è che il gioiello si può nascondere: basta ruotare verso l'alto le punte del ferro di cavallo o dell'anello, all'interno del naso, e il piercing diventa invisibile. Per questo il septum lo sceglie anche chi all'occorrenza deve apparire formale.
Bridge: il piercing sulla radice del naso
Il bridge, il piercing della radice del naso, si fa orizzontalmente attraverso la piega di pelle tra le sopracciglia, alla base del naso. È un piercing superficiale: l'ago non passa attraverso il naso ma solo sotto la pelle, perciò come gioiello si usa una barretta dritta o curva con sfere alle estremità. Il bridge è più capriccioso della narice e del septum, migra e si rigetta più spesso, perché la pelle in quel punto è sottile e mobile. La guarigione è più lunga, e non è adatto a tutti: molto dipende dall'anatomia della radice del naso.
Piercing alto della narice
Il piercing alto della narice si fa più in alto del solito, più vicino al dorso del naso, dove l'ala passa già a un tessuto più compatto. Risulta d'effetto e si incontra più di rado, ma guarisce anche con più difficoltà: lì il tessuto è più spesso e meno irrorato. Per questo piercing si usa più spesso non un anellino ma una piccola pietra su uno stelo curvo, perché in quel punto l'anello sta scomodo. È una scelta per chi ha già esperienza con i piercing e sa a cosa va incontro.
Septril: piercing complesso per esperti
Il septril è il più raro e tecnicamente complesso dei piercing al naso. Si fa attraverso la parte inferiore del setto, dirigendo il canale verso il basso, verso la punta del naso, e di solito è possibile solo per chi ha dilatato a lungo e parecchio il piercing del septum. Guarisce a fatica e lentamente, richiede un professionista esperto e un atteggiamento realistico verso i rischi. Per la stragrande maggioranza delle persone è un esotismo utile da conoscere, ma a cui quasi nessuno arriva.
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Tipi di gioielli per il naso: anelli, ferri di cavallo, viti e finti piercing
Anello clicker con chiusura a scatto
Il clicker è un anello in cui una parte dell'arco si apre su una minuscola cerniera e si chiude con un leggero scatto, da cui il nome. Si infila e si toglie con comodità, niente si perde e niente si svita, e il segmento con la chiusura tiene saldamente. I clicker si fanno sia per il septum sia per l'ala, spesso decorati con piccole pietre lungo l'arco. È forse l'anello più pratico per il naso: affidabile, ordinato e che non richiede destrezza nel cambio.
Ferro di cavallo circolare
Il circolare, o ferro di cavallo, è un anello aperto a forma di U con due sfere rimovibili alle estremità. Si porta più spesso nel setto, perché il ferro di cavallo è facilissimo da nascondere: basta ruotarlo con le punte verso l'alto, all'interno del naso. Le sfere si possono cambiare con altre colorate o con pietre, e il ferro di cavallo stesso si sceglie per spessore e diametro. È il classico del septum, una forma semplice e riconoscibile da cui molti iniziano a conoscere il piercing del setto.
Vite per la narice e brillantino per l'ala
Per l'ala del naso sono stati pensati gioielli che tengono senza chiusura. La vite per la narice è una pietra su uno stelo la cui estremità inferiore è piegata in una piccola spirale a chiocciola: si inserisce avvitando leggermente e tiene da sola all'interno del naso, senza nulla da agganciare. Accanto a lei c'è il brillantino dritto con fermo o con angolo piegato e la forma a L, anch'essa molto usata per l'ala. Tutti mostrano all'esterno solo una piccola pietra o sfera, mentre il meccanismo resta nascosto all'interno.
Labret: brillantino con base piatta
Il labret è uno stelo con un disco piatto come base da un lato e una parte avvitabile o a innesto dall'altro. In origine fu pensato per il piercing sotto il labbro, da cui il nome, ma la base piatta si è rivelata ideale anche per il naso: non preme sul tessuto dall'interno, non si impiglia ed è comoda durante la guarigione. Molti professionisti mettono proprio il labret in un piercing fresco dell'ala come gioiello più sicuro e comodo per il periodo di guarigione.
Finto piercing senza foro
Il finto piercing è un gioiello per chi non vuole o non può forarsi. Per l'ala del naso si fanno minuscole pietre magnetiche: due parti con calamite si tengono l'una con l'altra attraverso il tessuto dell'ala, imitando un vero piercing. Per il setto esistono anelli e ferri di cavallo da applicare a molla o con una morsa morbida, che si infilano semplicemente sul setto senza alcun ago. Il finto piercing permette di provare un look, di capire se l'ornamento del naso ti dona, e allo stesso tempo di toglierlo in un secondo.
Recensioni dei clienti
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Di che materiale deve essere il gioiello: metalli per la guarigione e per il porto quotidiano
Titanio: lo standard d'oro per il piercing fresco
Il titanio, in particolare la sua lega medicale da impianto, è considerato la scelta migliore per un piercing fresco. Non contiene nichel in una forma capace di rilasciarsi nel tessuto, è molto leggero, non provoca reazioni nemmeno sulle pelli sensibili e tollera bene il contatto con la ferita. Il titanio di qualità si può anche anodizzare, dandogli un colore dorato, blu o iridescente senza alcun rivestimento che potrebbe consumarsi. Se il professionista propone titanio per la guarigione, è un buon segno.
Acciaio chirurgico 316L
L'acciaio chirurgico tipo 316L è un materiale familiare ed economico per i gioielli del corpo. È resistente, mantiene la lucidatura e va bene per la maggior parte delle persone. Una precisazione importante: nella composizione dell'acciaio c'è del nichel, e benché sia legato nella lega e normalmente quasi non si rilasci, a una persona con una marcata allergia al nichel può non andare bene. Per il porto quotidiano in un piercing guarito l'acciaio di solito funziona benissimo, mentre per una ferita fresca molti professionisti preferiscono comunque il titanio. Sui pregi dei diversi metalli c'è un confronto onesto tra ottone, acciaio e argento.
Oro: cosa va bene e cosa evitare
L'oro per il naso deve essere di qualità e con un titolo abbastanza alto, almeno quattordici carati, senza leghe dubbie. L'oro puro è troppo morbido, perciò nella lega si aggiungono altri metalli, e qui si nasconde l'insidia: l'oro economico di basso titolo o con nichel nella composizione può irritare la pelle. L'oro giallo e rosa di titolo alto di solito è tollerato bene, l'oro bianco a volte contiene nichel, quindi va guardato con più attenzione. La doratura non va messa su un piercing fresco: lo strato sottile si consuma contro il tessuto e scopre la base.
Cosa evitare nel piercing al naso
In un piercing fresco e in qualsiasi piercing incline a infiammarsi, non c'è posto per la bigiotteria economica, l'ottone, il cupronichel e l'argento. L'argento nella ferita si ossida e può lasciare una macchia scura, la cosiddetta argirosi, l'ottone e il cupronichel contengono rame e nichel e spesso danno irritazione. A chi ha già avuto una reazione a un metallo conviene capirne il meccanismo, e su questo c'è un articolo a parte sull'allergia al nichel. La regola è semplice: più il piercing è fresco, più il metallo deve essere puro.
Come il metallo si lega al tono della pelle
Quando il piercing è guarito e si può portare qualsiasi cosa, la scelta del metallo diventa una questione estetica. Le sfumature calde e dorate di solito si accordano con il sottotono caldo della pelle, l'argento freddo e l'oro bianco con quello freddo. Non è una legge rigida, ma un punto di partenza, e a molti donano entrambe le varianti. Per capire cosa è più vicino a te aiuta la guida al metallo in base al tono della pelle.
Misure: spessore e diametro, dove è facile fare confusione
Spessore dello stelo
Lo spessore di un gioiello per il naso si misura in calibri e millimetri. Per l'ala del naso lo spessore abituale è di circa 0,8 millimetri, a volte più sottile, per il septum si prende spesso un po' più grosso, intorno a 1,0-1,2 millimetri. Lo spessore lo stabilisce il professionista al momento del piercing, e poi non si può cambiare da soli: un gioiello più sottile del canale balla, uno più grosso non entra senza dilatazione e dolore. Quando compri un anellino nuovo al posto del vecchio, lo spessore deve coincidere esattamente con quello che hai ora.
Diametro dell'anello e del ferro di cavallo
Il diametro è la misura dell'anellino o del ferro di cavallo in larghezza, anch'esso in millimetri. Per l'ala del naso di solito vanno bene anelli piccoli con diametro di circa 6-8 millimetri, per il septum la gamma è più ampia, perché il ferro di cavallo spesso si vuole ruotare e nascondere, e per questo serve un margine. Un anello troppo piccolo preme, uno troppo grande sporge e si impiglia. Se hai dubbi, meglio chiedere il diametro giusto a chi ha fatto il piercing, o provare un finto piercing di misura simile.
Lunghezza dello stelo di brillantino e labret
Per il brillantino dritto, la vite e il labret non conta il diametro ma la lunghezza dello stelo: deve corrispondere allo spessore dell'ala del naso più un piccolo margine per il gonfiore delle prime settimane. Uno stelo troppo lungo si muove e si impiglia, uno troppo corto preme sul tessuto da due lati e ostacola la guarigione. Per questo in un piercing fresco si mette un gioiello con un margine di lunghezza, e quando il gonfiore cala lo si sostituisce con uno più corto e ordinato.
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Finto septum e anelli da applicare: ornare il naso senza ago
Septum da applicare a morsa
L'anello da applicare per il setto è il modo più semplice di provare il septum senza foro. Tiene grazie a una morsa morbida o a una molla, si infila sul setto in un secondo e si toglie allo stesso modo. Un finto piercing di qualità in titanio o acciaio sta saldo ed è quasi indistinguibile da un vero gioiello. È la soluzione ideale per chi vuole capire se l'anello nel setto gli dona prima di decidersi all'ago.
Pietra magnetica per l'ala
Per l'ala del naso si fanno finti piercing magnetici: due piccole parti con calamite si attraggono attraverso il tessuto, e all'esterno si vede una pietra, come in un vero piercing. Questo finto piercing tiene peggio dell'anello a morsa, può cadere con un movimento brusco, ma in compenso non danneggia affatto la pelle. È un modo per indossare un gioiello per una sera e toglierlo prima di dormire o prima del lavoro.
A chi il finto piercing conviene più del foro
Il finto piercing non è un ripiego per gli indecisi, ma una scelta a pieno titolo per tutta una serie di situazioni. Aiuta dove il foro è impossibile o sconsigliato: codice di abbigliamento rigido sul lavoro, professioni con requisiti sull'aspetto, pelle incline alle cicatrici, voglia di evitare la guarigione. Lo metti quando ti va, lo togli quando serve, senza tracce e senza cura della ferita. Per molti è il modo più ragionevole di portare un gioiello al naso per tutta la vita.
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Come scegliere il gioiello in base alla forma del viso e del naso
Naso grande o largo
Se il naso è grande, una piccola pietra singola sull'ala può perdersi, mentre un anello ordinato o una pietra un po' più visibile bilanciano i lineamenti. L'anello nel setto su un naso largo sta armonioso, perché aggiunge una linea orizzontale al centro. L'importante è non cadere nell'eccesso: un gioiello troppo grande tira a sé l'attenzione e rompe l'equilibrio. L'obiettivo è che i lineamenti del viso e il gioiello si sostengano a vicenda.
Naso piccolo o stretto
Su un naso piccolo e fine vince la miniatura: una pietra minuscola sull'ala, un anellino sottile, un ferro di cavallo elegante. Un gioiello massiccio su un naso piccolo appare estraneo e invecchia. Qui funziona il principio della proporzione: più fini sono i lineamenti, più delicato deve essere il gioiello. Il filo sottile d'oro di un anello o una sola pietra chiara sottolineano l'eleganza, invece di nasconderla.
Viso tondo e ovale
La forma del viso incide sulla scelta non meno della forma del naso. Su un viso tondo un gioiello con accento verticale, per esempio una pietra sull'ala o un piccolo pendente, allunga un po' i lineamenti. Il viso ovale è considerato il più versatile, gli dona praticamente tutto, dal minuscolo brillantino all'anello deciso. Se vuoi approfondire la logica della scelta in base ai lineamenti, c'è una guida ai gioielli secondo la forma del viso.
Abbinamento con orecchini e con il resto del look
Il gioiello al naso vive di rado per conto suo, è parte del quadro generale insieme a orecchini e catenine. Una regola comoda: o naso e orecchie si richiamano per metallo e stile, oppure il naso resta l'unico accento sul viso e gli orecchini scendono al minimo. Mescolare oro al naso e argento alle orecchie si può, ma in modo consapevole e non casuale. A chi costruisce il look nel suo insieme torna utile la guida ai tipi di orecchini e alla forma del viso.
Come e con cosa portare il septum
Con quale look e stile
Il septum è bello perché si adatta al carattere di chi lo porta, senza dettargli lo stile. Un sottile ferro di cavallo d'oro o un clicker con una piccola pietra convivono con la camicia da ufficio e la giacca formale: qui il gioiello lavora come un dettaglio sobrio, che non litiga con l'abito. Per un look urbano, rock e punk si prende un anello più grosso, con punte o un segmento sfaccettato, perché si legga da lontano. Con un'uscita serale vanno d'accordo l'oro di titolo alto e il ferro di cavallo con pietre bianche lungo l'arco: alla luce si richiama agli orecchini e alla catenina. Il principio di fondo è semplice: più l'abito è formale, più sottile e tranquillo è il metallo nel setto, e viceversa.
Anello, ferro di cavallo o finto piercing: cosa per quale occasione
Per tutti i giorni il più comodo è il clicker: sta saldo, non si impiglia in sciarpa e dolcevita, non si perde. Il ferro di cavallo circolare aiuta dove il look va cambiato in fretta: le punte con le sfere rimovibili si possono ruotare in alto, all'interno del naso, e in un secondo nascondere il piercing prima di un incontro formale. Per gli eventi in cui conta la resa in foto si prende un anello con pietre o titanio anodizzato colorato, che mantiene la tinta e non sbiadisce. E se il foro non c'è o non lo si può mostrare affatto, aiuta il finto piercing da applicare a morsa: lo metti per l'uscita, lo togli a casa, senza tracce e senza guarigione.
Abbinamento con altri gioielli del viso e delle orecchie
Il viso si sovraccarica facilmente, perciò septum e orecchini è meglio accordarli prima. Regola operativa: un solo accento. Se nel setto c'è un anello deciso, gli orecchini scendono al minimo, piccoli brillantini o anellini sottili in tinta. Se invece si vogliono orecchini grandi, al naso si mette un ferro di cavallo quasi impercettibile. Il metallo è meglio tenerlo unico su tutto il viso: oro con oro, acciaio e titanio argentato tra loro. La mescolanza voluta di caldo e freddo funziona, ma solo come scelta consapevole, non come caso. Con il piercing alle orecchie e alle sopracciglia il septum si abbina secondo la stessa legge dell'equilibrio: gli accenti sul viso devono essere uno o due, non di più.
Quando è opportuno e quando è meglio nasconderlo
La forza del septum sta nella reversibilità in giornata. Un colloquio formale, una trattativa con un cliente conservatore, un evento di famiglia ufficiale, una divisa con requisiti sull'aspetto: in tutti questi casi il ferro di cavallo o l'anello si ruotano con le punte in alto, e il piercing sparisce all'interno del naso in un paio di secondi, senza toglierlo e senza rischio che si chiuda. A un appuntamento, a un servizio fotografico, a una festa, a un incontro tra amici il gioiello al contrario lo si mostra del tutto: lì lavora a favore del look. Comodo tenere a portata di mano sia il clicker di tutti i giorni sia il finto piercing: così il septum resta visibile esattamente quando lo vuoi tu.
Per uomini e per donne
Il setto è storicamente un ornamento universale: presso i popoli tribali lo portavano i guerrieri, in India e in Medio Oriente le donne. Oggi il septum dona allo stesso modo a tutti, cambiano solo gli accenti. Agli uomini sta più spesso bene un ferro di cavallo o un anello un po' più grosso, titanio opaco o acciaio senza pietre, una geometria essenziale. Le donne giocano più liberamente con forma e brillantezza: oro sottile, pietre lungo l'arco, titanio anodizzato colorato, in accordo con gli orecchini. Non è una divisione rigida, ma un punto di partenza: misura e spessore li stabilisce comunque il piercing, mentre forma e metallo si scelgono in base al viso e al proprio gusto, non alle aspettative altrui.
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Cura: le prime settimane e poi
Con cosa lavare il piercing fresco
Durante la guarigione il piercing al naso si lava con una soluzione salina delicata, di solito soluzione fisiologica sterile o uno spray specifico da farmacia per piercing. Lo si fa un paio di volte al giorno, rimuovendo con delicatezza le crosticine, e sempre con le mani pulite. I prodotti aggressivi come alcol, acqua ossigenata e iodio non vanno bene per un piercing fresco: seccano e irritano il tessuto, rallentando la guarigione. Lo schema preciso di cura è sempre meglio prenderlo dal professionista che ha fatto il piercing, e non dai consigli generici.
Cosa non fare mentre il piercing guarisce
Un piercing fresco non ama essere toccato, girato e con il gioiello cambiato prima del tempo. Fino alla guarigione meglio non togliere il primo gioiello, non fare il bagno in acque pubbliche e piscine, non dormire con il viso sul cuscino dal lato del piercing. Trucco e creme si tengono lontani dalla ferita. Se compaiono forte arrossamento, dolore, gonfiore o secrezioni, è il momento non di curarsi da soli ma di farsi vedere dal professionista o dal medico. E soprattutto: la cura di un piercing fresco non è un'istruzione medica presa da un articolo, ma una responsabilità dello specialista.
Cura del piercing guarito
Quando il piercing è guarito, di cura ne serve quasi nessuna, ma le abitudini restano utili. Il gioiello di tanto in tanto si toglie e si lava, il canale stesso si sciacqua con acqua tiepida, soprattutto se c'è tendenza all'accumulo di secrezioni. Cambiare i gioielli in un piercing guarito si può liberamente, basta curare la pulizia delle mani e dell'oggetto stesso. Un metallo di qualità in un piercing guarito si può portare per anni senza alcun problema.
Quando cambiare il primo gioiello
Il primo gioiello, quello che il professionista ha messo al momento del piercing, si cambia solo dopo la guarigione completa, e non quando all'esterno sembra tutto guarito. All'esterno il piercing può sembrare pronto molto prima che il canale si sia formato all'interno. Se hai fretta con il cambio, puoi portare un'infezione o danneggiare il tessuto. I tempi dipendono dal punto del piercing: l'ala guarisce più in fretta, il piercing alto e il septril più a lungo. Il miglior consigliere sui tempi è chi ha fatto il piercing.
Questioni pratiche del porto
Piercing al naso, sport, piscina e sauna
Un piercing fresco e l'acqua clorata della piscina vanno poco d'accordo: piscine pubbliche, acque libere e vasche calde nelle prime settimane comportano il rischio di portare un'infezione in una ferita non guarita. Durante la guarigione meglio rimandare il nuoto in piscina e i bagni al lago, e se proprio non se ne può fare a meno, il piercing si protegge con un cerotto impermeabile per piercing. Anche sauna e bagno turco nel periodo di guarigione sono sconsigliati: calore e sudore irritano la ferita. In un piercing guarito titanio e acciaio sopportano tranquillamente piscina, sauna e sudore dell'allenamento, basta poi sciacquare il gioiello con acqua tiepida.
Septum, raffreddore e naso che cola
Una cosa di cui raramente si avverte in anticipo: un septum appena fatto e un forte raffreddore sono una combinazione scomoda. Nelle prime settimane il piercing è sensibile, e soffiare il naso con energia si ripercuote sul setto, mentre il fazzoletto aggancia il gioiello. I piercer esperti consigliano di non fare il septum nel pieno della stagione dei raffreddori, se ti ammali facilmente. Con un piercing fresco bisogna soffiarsi il naso con delicatezza, una narice alla volta, e toccare il gioiello il meno possibile con mani sporche.
Togliere il gioiello prima di risonanza e intervento
Prima di una risonanza magnetica e di un intervento programmato di solito si chiede di togliere i gioielli dal corpo. Il titanio da impianto moderno è amagnetico e nella maggior parte dei casi non ostacola la risonanza, ma a deciderlo sono il medico e il protocollo della clinica, non chi porta il piercing. L'acciaio e i gioielli di composizione ignota si tolgono senza discussioni. Il problema è che un piercing fresco non si può lasciare a lungo senza gioiello, altrimenti il canale si chiude. Se la procedura è programmata, conviene pensarci in anticipo e discutere con il professionista la soluzione di un inserto dielettrico temporaneo in biofletto.
Come scegliere il professionista e lo studio
Il punto del piercing, soprattutto il septum, perdona pochi errori, perciò il professionista conta più del prezzo. I segni di un buon studio sono semplici: ago monouso sterile, aperto davanti a te e non una pistola, guanti, igienizzazione delle superfici, autoclave per gli strumenti e disponibilità a mostrare le certificazioni. Il professionista deve saper individuare lo sweet spot del septum, e non spingere l'ago attraverso la cartilagine. Un piercing economico con la pistola in un salone qualsiasi è una causa frequente di canali storti, migrazione e guarigione lunga. Sul piercing al naso non conviene risparmiare.
Si può cambiare il gioiello da soli
In un piercing guarito cambiare il gioiello si può e si deve saper fare da soli: mani pulite, oggetto pulito, movimenti tranquilli senza strappi. Il clicker si apre sulla cerniera, al ferro di cavallo si tolgono le sfere, la vite si svita seguendo la spirale. Il più difficile è il primo cambio in autonomia, poi è questione di abitudine. In un piercing fresco invece cambiare il gioiello da soli fino alla guarigione completa non si può: il canale non è ancora formato, e il tentativo di estrarre e inserire il gioiello danneggia il tessuto e porta sporco. Il primo cambio affidalo al professionista.
Gravidanza e allattamento
Un piercing fresco al naso e la gravidanza non si consiglia di abbinarli, e la ragione non è il gioiello in sé ma la guarigione. In quel periodo l'organismo è occupato in altro, il sistema immunitario lavora in modo diverso, e qualsiasi ferita guarisce più lentamente e in modo più capriccioso, e una futura mamma di un rischio in più di infiammazione non ha bisogno. Inoltre parte dei prodotti per il trattamento del piercing in quel periodo è sconsigliato usarli. A un piercing guarito la gravidanza non dà fastidio: con i gonfiori si può cambiare il gioiello con uno che sta un po' più largo. Fare un nuovo piercing è più sensato prima oppure dopo, e non a metà.
Occhiali, mascherina e paradenti sportivo
Ai piccoli aspetti della vita quotidiana non si pensa subito. Il ponticello degli occhiali passa proprio dove sta il piercing alto o il bridge, e nelle prime settimane può sfregare e agganciare il gioiello, quindi un piercing fresco è meglio pianificarlo tenendo conto del fatto che porti gli occhiali fissi. La mascherina con un septum fresco preme e sfrega meno che con il piercing dell'ala, ma anche qui conviene fare attenzione che elastico e bordo della mascherina non spostino il gioiello. Questi sfregamenti quotidiani non sono pericolosi per un piercing guarito, ma nel periodo di guarigione aggiungono motivi per stare attenti.
Miti e contesto culturale
Il piercing al naso è per sempre
Il piercing dell'ala del naso in molti casi si chiude, soprattutto se si porta il gioiello per poco e lo si toglie nei primi mesi o anni. Dopo un porto lungo può restare un piccolo puntino o una traccia appena visibile, ma non è quell'irreversibilità con cui si fa paura. Anche il septum, forato nel tessuto sottile, spesso si richiude. Prevedere del tutto se resterà una traccia non si può, molto dipende dalla pelle, ma l'idea che il piercing al naso sia un passo senza ritorno è molto esagerata.
Il gioiello al naso è una cosa poco seria
L'idea che un anello al naso sia incompatibile con la vita adulta e un lavoro serio nasce da un breve tratto della storia occidentale del Novecento. Nella maggior parte delle culture del mondo il gioiello al naso lo portavano per secoli le donne sposate, le madri di famiglia e le persone di status elevato. Oggi una piccola pietra sull'ala convive tranquilla con un codice di abbigliamento d'ufficio, e il septum all'occorrenza si nasconde all'interno in un secondo. La poca serietà non sta nel gioiello, ma nello stereotipo.
Il lato sinistro o destro significa qualcosa
Nella tradizione indiana la narice sinistra è legata alla salute femminile, e molti la scelgono proprio per questo. Ma un significato segreto universale nel lato del piercing non c'è: in alcune culture conta il sinistro, in altre la scelta è puramente estetica, in base al lato del viso più comodo o più bello. Se non ti è vicina una tradizione precisa, scegli il lato in base a come ti piace di più allo specchio, e non cercarvi un messaggio nascosto.
Il piercing al naso è un'invenzione occidentale
Questo è forse il mito più resistente. In Occidente il gioiello al naso è diventato di massa solo nella seconda metà del Novecento, e per questo sembra una moda giovane. In realtà le tradizioni del piercing al naso in Medio Oriente, in India e presso i popoli tribali hanno migliaia di anni. L'Occidente non ha inventato il gioiello al naso, lo ha preso in prestito, e piuttosto tardi.
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Fatti che sorprendono
L'anello al naso come conto in banca della donna
Presso i popoli nomadi l'anello d'oro al naso non era un gioiello nel nostro senso, ma il capitale personale della donna. Restava di sua proprietà in qualsiasi esito del matrimonio, e in un anno difficile l'anello si poteva vendere. In sostanza era un conto in banca indossabile e un'assicurazione al tempo stesso, impossibile da togliere perché si trovava letteralmente sul viso della proprietaria.
Il septum ha uno sweet spot
Il setto nasale al tatto è duro, e sembra che il piercing debba passare attraverso la cartilagine. In realtà alla base c'è una sottile striscia di tessuto morbido, che i piercer chiamano sweet spot, il punto dolce. Se il professionista la centra, il piercing quasi non fa male, per quanto appaia spaventoso. Il dolore del septum è molto esagerato proprio perché le persone immaginano l'ago nella cartilagine.
Il bridge non è un piercing passante
Il piercing della radice del naso sembra il più ardito, come se l'ago passasse attraverso il naso. In realtà il bridge è superficiale: il gioiello passa solo sotto la pelle della piega tra le sopracciglia, senza toccare né cartilagine né osso. Per questo è capriccioso, la pelle in quel punto è mobile e spesso espelle il gioiello. La spettacolarità del bridge è inversamente proporzionale alla sua reale profondità.
Il nath può pesare quanto un orecchino
Il nath nuziale in alcune regioni dell'India è così grande che il suo peso viene ridistribuito con una catenella sottile ai capelli o all'orecchio, altrimenti l'anello tirerebbe il piercing tutto il giorno. In sostanza è un piccolo problema di ingegneria: ornare il viso in modo da reggere il peso dell'oro dal mattino alla fine della cerimonia.
L'anodizzazione colora il titanio senza rivestimento
Il titanio colorato ottiene la sfumatura non da una vernice né da un rivestimento che si consuma, ma da una sottile pellicola di ossido che si forma con la corrente elettrica. Lo spessore della pellicola determina il colore, dal dorato al blu e al viola. Questo significa che un gioiello in titanio colorato per il naso non sbiadisce contro il tessuto, a differenza della doratura, perché lì non c'è nulla da scolorire.
Orecchini, catenine, simbologia, metalli puri per la pelle: titanio, acciaio, oro di titolo alto.
Domande frequenti
Cosa fa più male, forare l'ala o il septum?
Contro le aspettative, il septum, se centra lo sweet spot, di solito si sopporta meglio dell'ala. Il piercing dell'ala dà un dolore breve e acuto e spesso lacrime per riflesso, ma passa tutto in pochi secondi. Il septum, fatto da un professionista esperto nel tessuto morbido, molti lo descrivono come una forte pressione e una voglia di starnutire, non come un dolore acuto. In entrambi i casi a decidere sono la mano e l'esperienza di chi fa il piercing.
Quanto guarisce il piercing al naso?
L'ala del naso in media guarisce in due-quattro mesi, il septum più o meno lo stesso o un po' di più. Il piercing alto della narice e il septril guariscono più a lungo e con più difficoltà, perché passano attraverso un tessuto più compatto. All'esterno il piercing può sembrare guarito prima che il canale si sia formato all'interno, perciò con il cambio del gioiello non conviene avere fretta. I tempi esatti dipendono dalla tua pelle e dal punto del piercing.
Quale metallo scegliere per il gioiello di un piercing fresco?
Per un piercing fresco la scelta migliore è il titanio di qualità da impianto: è leggero, puro e ben tollerato anche dalla pelle sensibile. Anche l'acciaio chirurgico 316L è diffuso e va bene per la maggior parte, ma a chi ha allergia al nichel è più vicino il titanio. L'oro per un piercing fresco va bene solo di titolo alto e senza aggiunte dubbie. La bigiotteria economica, l'ottone, l'argento e la doratura per una ferita fresca non vanno bene.
Si può portare un anello al naso al lavoro?
Dipende dal codice di abbigliamento, ma le opzioni sono più di quanto sembri. Una piccola pietra sull'ala di solito non contrasta nemmeno con requisiti rigidi. Il septum è comodo perché il ferro di cavallo o l'anello si possono ruotare con le punte in alto, all'interno del naso, e il piercing diventa invisibile per la durata della giornata di lavoro. Se il foro non si può fare per principio, aiuta il finto piercing: lo metti dopo il lavoro, lo togli la mattina.
Il piercing si richiude se si smette di portare il gioiello?
Spesso sì, soprattutto se il piercing è fresco o hai portato il gioiello per poco. Il canale nel tessuto morbido dell'ala o del setto tende a richiudersi quando se ne toglie il gioiello a lungo. Dopo molti anni di porto può restare un piccolo puntino o una traccia appena visibile. Garantire del tutto la scomparsa non si può, dipende tutto dalla pelle, ma il piercing al naso è tutt'altro che sempre irreversibile.
Qual è la differenza tra clicker e ferro di cavallo?
Il clicker è un anello chiuso con un segmento ribaltabile su cerniera che si chiude a scatto, è comodo da infilare e togliere e non si perde. Il ferro di cavallo, o circolare, è un anello aperto a forma di U con sfere rimovibili alle estremità, è facile da nascondere ruotandolo con le punte all'interno del naso. Il clicker è più pratico nell'uso, il ferro di cavallo è più versatile per mascherare il septum. Molti tengono entrambi per occasioni diverse.
Si può ornare il naso del tutto senza foro?
Sì, per questo esistono i finti piercing. Per il setto si fanno anelli e ferri di cavallo da applicare a morsa morbida o a molla, che si infilano in un secondo. Per l'ala del naso ci sono le pietre magnetiche: due parti si tengono attraverso il tessuto dell'ala grazie alle calamite. Un finto piercing di qualità è quasi indistinguibile da un vero gioiello e si toglie in qualsiasi secondo senza tracce.
Cos'è lo sweet spot del septum?
Lo sweet spot è la sottile striscia di tessuto morbido alla base del setto nasale, tra la cartilagine rigida e il bordo inferiore. Se il professionista fa passare l'ago proprio attraverso di essa, il piercing risulta quasi indolore e ordinato. Un piercing fuori da questo punto, attraverso la cartilagine, è più doloroso e guarisce peggio. Saper trovare lo sweet spot distingue il piercer esperto, perciò alla scelta del professionista per il septum conviene dedicare particolare serietà.
Conclusione
L'ornamento del naso ha percorso una strada che va dall'oro nuziale dei nomadi e dai riti vedici alla piccola pietra che oggi porta chiunque senza alcun sottinteso. Tra ala e septum, anello e brillantino, titanio e oro, foro e finto piercing c'è una scelta per ogni carattere, ogni lavoro e ogni disponibilità verso l'ago. L'importante è ricordare due cose: metallo puro per il piercing fresco e un buon professionista al posto dei consigli di internet. Il resto è questione di gusto e di forma del viso.
Su Zevira
Zevira raccoglie gioielli che si portano ogni giorno e si tramandano, e non si nascondono nel cofanetto per le feste. Puntiamo su materiali onesti e forme che non passano di moda: titanio puro e acciaio chirurgico dove il metallo tocca la pelle, oro di titolo alto dove conta la durata. Nel nostro approccio il gioiello al naso sta sulla stessa linea di orecchini e catenine, come parte di un look pensato e non un dettaglio casuale. Se scegli tra foro e finto piercing, tra anello e pietra, scrivici, ti aiutiamo a trovare misura, metallo e forma per il tuo viso.

















