Il Mago nei Tarocchi: Significato, Storia e Gioielli dai Simboli dell'Arcano 1
Era seduto al tavolo e guardava le sue mani. Per un momento nulla si mosse. Poi, senza alcun gesto, senza sforzo visibile, una moneta scivolava dalla sua manica. Non era magia. Era mestiere: centinaia di ore di allenamento, ripetizione, comprensione della percezione umana. Il trucco era perfetto, non perché fosse sovrumano, ma perché la sua mente dominava ogni sua parte.
Questo è il Mago.
Il Mago nel mazzo: il primo dopo lo zero
Il Mago, Arcano I, viene dopo il Matto (Arcano 0). Mentre il Matto non sa ancora se salterà, il Mago ha già osservato, ha capito le leggi e ora inizia ad agire. Non è il proprietario del potere, è la persona che sa come usarlo.
Nei mazzi latini Il Bagatto, "il giocoliere" o "l'artista". In francese Le Bateleur, letteralmente "il saltimbanco". La parola porta una certa ironia: un bateleur è qualcuno che fa trucchi nelle taverne, un imbroglione, un ciarlatano. Ma è esattamente giusto: il Mago nei tarocchi non è un essere sovrumano, ma un artigiano umano che conosce così bene le leggi della natura che sembra infrangerle.
Il Mago è il primo Arcano numerato. Il Matto era lo zero, il potenziale. Il Mago è l'uno, ciò che emerge per primo da quel potenziale: la volontà.
Il Mago attraverso i secoli: Da Ill Bagatto a Crowley
L'iconografia del Mago è evoluta meno radicalmente di quella del Matto, ma il cambiamento è significativo.
Visconti-Sforza, XV secolo. Un giovane uomo in abiti da giocoliere che gioca con le palle. Il gioco è in primo piano. L'enfasi è sull'abilità, non sulla conoscenza occulta. Questo è ancora un artista, non un occultista.
Tarocchi di Marsiglia, XVII secolo. Il Mago invecchia, diventa più dignitoso. Un tavolo davanti a lui con oggetti: una moneta, un calice, una bacchetta, una spada. La mano è levata verso il cielo. Nei vecchi mazzi, i maghi sono meno dinamici. L'enfasi è sugli oggetti sul tavolo, non sulla persona.
Waite-Smith, 1909. Pamela Colman Smith ha dato al Mago un aspetto completamente nuovo. Un giovane uomo con un braccio sollevato verso il cielo, l'altro che punta verso il basso. "Come sopra, così sotto": il principio ermetico. Sul tavolo davanti a lui quattro oggetti che rappresentano i quattro elementi: Una bacchetta (fuoco), un calice (acqua), una spada (aria), una moneta (terra). Non è più un artista, ma un intermediario tra il cielo e la terra.
La Lemniscata: Matematica e Simbologia
La lemniscata, l'otto coricato, appare spesso come un cerchio o una corona sopra la testa del Mago nei mazzi moderni. È un simbolo matematico dell'infinito. Nella simbologia dei tarocchi rappresenta il controllo che il Mago esercita sulle possibilità infinite. Non è una limitazione dell'infinito, ma un suggerimento che l'infinito, quando è incanalato da una mente, diventa potere.
Come gioiello, la lemniscata è un simbolo per coloro che tentano di padroneggiare le loro abilità, di strutturare le loro risorse interne illimitate e renderle utili.
Ouroboros nella Storia della Gioielleria
L'ouroboros, il serpente che si morde la coda, è un simbolo arcaico delle tradizioni egizie e gnostiche. Rappresenta la circolarità, l'auto-limitazione, l'auto-controllo. Nei mazzi di tarocchi moderni, l'ouroboros a volte appare come un bracciale o una cintura del Mago.
Nella storia della gioielleria, l'ouroboros è un motivo ricorrente nella modernità e nell'Art Nouveau. Gli anelli incisi con ouroboros erano popolari tra coloro interessati all'alchimia nel XIX secolo. Oggi, un anello ouroboros è un simbolo di ermetismo, auto-controllo, il Mago.