
Cartiglio con nome: il gioiello in cui gli antichi egizi mettevano il nome sotto la protezione dell'eternita
L'ovale del cartiglio gli egizi non lo disegnavano per bellezza. Era il cappio di una corda piegata in due con un nodo all'estremita, un segno amuleto: tutto cio che sta dentro l'anello e protetto e durera per sempre. All'interno mettevano il nome. Per la fede egizia il nome era parte dell'anima, e cancellarlo significava uccidere una persona davvero, per sempre. Per questo i faraoni incidevano i loro nomi in ovali sulla pietra destinata a sopravvivere ai millenni.
Oggi quello stesso ovale lo si appende a una catenina, e dentro non si scrive il nome di Ramesse ma il tuo, quello di un figlio o di chi vuoi tenere accanto. Il ciondolo cartiglio e diventato il gioiello piu riconoscibile che si porta a casa dall'Egitto, e una delle poche cose in cui i geroglifici funzionano come segno personale e non come ornamento decorativo. Questo articolo racconta cosa significa davvero il cartiglio, come un nome si traduce in geroglifici, perche era considerato una protezione e come distinguere il lavoro onesto di un orafo del Cairo dalla stampa per turisti.
Cosa e il cartiglio: ovale, cappio e nome all'interno
Cartiglio non e una parola egizia, ma una parola dei soldati francesi
La parola stessa, cartiglio, egizia non e. La coniarono i soldati francesi dell'armata di Napoleone, che alla fine del Settecento videro per la prima volta in gran numero i geroglifici sui monumenti d'Egitto. Le cornici ovali con dentro segni misteriosi ricordavano loro la cartuccia di carta di un fucile, in francese cartouche. Da li l'italiano cartiglio. Il nome ha attecchito nella scienza ed e rimasto fino a oggi, anche se con le cartucce non ha nulla a che fare. Gli egizi stessi chiamavano questa figura in tutt'altro modo.
Shen: l'anello che non ha fine
In egizio l'ovale si chiamava shen, e la parola e imparentata con il verbo circondare, girare attorno. Lo shen e un anello, una linea chiusa senza inizio ne fine. La stessa idea si nasconde in un altro segno egizio, l'anello shen, un cerchio con una barra orizzontale in basso, che simboleggiava l'eternita e tutto cio che il sole percorre nel suo cammino. Il cartiglio e uno shen allungato: il cerchio diventato ovale per far stare dentro un nome lungo, ma il senso e rimasto lo stesso, protezione tutt'intorno.
Perche un ovale e non un cerchio o un quadrato
Il nome del faraone era fatto di piu geroglifici e in un cerchio normale non ci stava. L'ovale risolveva il problema: lo si poteva allungare esattamente quanto serviva per il nome da inscrivere. I geroglifici all'interno si leggevano secondo lo stesso principio dell'intero testo egizio, nella direzione verso cui guardano i volti di uccelli e persone. La barra orizzontale all'estremita dell'ovale, quel famoso nodo della corda, chiudeva sempre la figura in basso o di lato, facendo capire una cosa: il nome e cerchiato, il nome e sotto custodia.
Cosa distingue il cartiglio da una semplice cornice con geroglifici
Non ogni iscrizione in geroglifici e un cartiglio. Il cartiglio e proprio l'ovale attorno al nome regale. Se i geroglifici vanno in riga o in colonna senza cerchiatura, e testo comune: una preghiera, una dedica, un elenco di offerte. L'ovale era un privilegio: lo ricevevano i nomi dei faraoni, piu tardi i nomi delle regine e di alcuni dei. L'egizio comune scriveva il proprio nome senza cornice. Per questo un ciondolo moderno, in cui il tuo nome e cerchiato dal cartiglio, in sostanza ti regala uno status che tremila anni fa spettava solo ai sovrani.
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Storia del cartiglio: dall'Antico Regno alla Stele di Rosetta
Quando i faraoni cominciarono a mettere l'ovale attorno al nome
Cerchiare il nome regale comincio nell'epoca dell'Antico Regno, all'incirca a meta del terzo millennio avanti Cristo. Tra i primi si considera il cartiglio del faraone Snefru, padre del costruttore della Grande Piramide. Prima di allora i nomi dei sovrani si scrivevano in una cornice rettangolare, il serekh, che raffigurava la facciata del palazzo con il falco Horus in cima. L'ovale soppianto a poco a poco il rettangolo come segno proprio del nome personale del re, e all'epoca delle piramidi il cartiglio era diventato parte obbligata della titolatura regale.
I cinque nomi del faraone e quali si mettevano nell'ovale
Il faraone non aveva un solo nome, ma ben cinque, una titolatura completa. Di questi nel cartiglio se ne racchiudevano due principali: il nome di trono, che il re riceveva al momento dell'ascesa, e il nome personale, dato alla nascita. Il nome personale era di solito accompagnato dalla formula figlio di Ra, a sottolineare l'origine divina. Per questo sui monumenti si vedono spesso due ovali affiancati: in uno il nome di trono, nell'altro quello con cui conosciamo il faraone oggi. Gli altri tre nomi della titolatura regale si scrivevano senza cornice.
Tutankhamon: il nome riportato dal nulla
Tutankhamon e celebre non per grandi imprese, ma perche la sua tomba fu ritrovata quasi intatta nel 1922. I suoi cartigli coprivano sarcofagi, troni, cofanetti e la maschera d'oro. Il nome stesso significa immagine vivente del dio Amon. Curioso il fatto che Tutankhamon cambio nome: nacque Tutankhaton, in onore del disco solare Aton, che il suo presunto padre Akhenaton aveva esaltato. Dopo il crollo della riforma il ragazzo fu rinominato, riportando nell'ovale il nome del vecchio dio Amon. Il nome nel cartiglio era politica non meno che religione.
Cleopatra: il cartiglio che aiuto a violare i geroglifici
Il nome di Cleopatra ebbe un ruolo di cui la regina non sospettava nulla. Il suo cartiglio, trovato su un obelisco e in iscrizioni templari di epoca greco-romana, divenne una delle chiavi della decifrazione. Il nome Cleopatra e greco, straniero per gli egizi, e per questo fu trascritto non con parole immagine ma suono per suono, con segni fonetici. Confrontando l'ovale di Cleopatra con quello di Tolomeo, gli studiosi videro che le lettere ripetute, le due p, le due o, la l, la t, stavano nei punti attesi. Il cartiglio si rivelo non un enigma, ma un indizio.
La Stele di Rosetta e l'ossessione di Champollion
Per millecinquecento anni i geroglifici tacquero: l'ultima iscrizione fu fatta alla fine del quarto secolo, e poi la capacita di leggerli mori insieme ai sacerdoti egizi. La Stele di Rosetta, una lastra con un unico decreto in tre scritture, geroglifica, demotica e greca, fornì la chiave. Il testo greco si leggeva senza difficolta, e in esso si nominava Tolomeo. Il francese Jean-Francois Champollion, da bambino gia in delirio per l'Egitto e conoscitore del copto, ultimo discendente della lingua egizia, nel 1822 dimostro che i geroglifici non sono pure immagini idea, ma una mescolanza di segni per i suoni e segni per i concetti. Il punto di partenza furono proprio i nomi nei cartigli.
La cancellazione dei nomi: l'arma della vendetta postuma
Il cartiglio proteggeva il nome, ma il nome lo si poteva anche distruggere di proposito. Vincitori e successori talvolta scalpellavano via i cartigli dei predecessori sgraditi, li abbattevano dalle pareti, li riadattavano a se stessi. Era un tentativo di esecuzione dell'anima, non un comune danneggiamento della pietra: senza nome il defunto perdeva ogni appiglio nell'aldila. I nomi di Hatshepsut, la donna faraone, dopo la sua morte furono cancellati con metodo; anche le tracce di Akhenaton e della sua religione solare si cerco di raschiarle via dalla storia. La furia stessa con cui si distruggevano gli ovali dimostra quanto sul serio gli egizi prendessero la forza del nome.
Come si scrive un nome in geroglifici: un alfabeto che non e proprio un alfabeto
Il geroglifico non e una lettera uno a uno
Il principale malinteso dei turisti: come se a ogni nostra lettera corrispondesse esattamente un geroglifico, come in un cifrario. Non e cosi. La scrittura egizia e mista. Una parte dei segni rende i suoni, una parte intere parole o concetti, una parte non si pronuncia affatto e si limita a suggerire il senso della parola vicina. Tra i segni fonetici ce ne sono che rendono una sola consonante e altri che ne rendono due o tre insieme. Per questo la traduzione di un nome in geroglifici e sempre un'approssimazione, una scelta di segni per somiglianza di suono, non una sostituzione meccanica di lettere.
I segni monoconsonantici: la cosa piu vicina al nostro alfabeto
All'interno di questo sistema ci sono circa una ventina di segni, ciascuno dei quali rende un solo suono consonantico. Li si chiama convenzionalmente alfabeto egizio, ed e proprio con questi che si scrive un nome moderno nel cartiglio. La civetta e il suono m, il leone la l (piu precisamente un suono vicino), la mano la d, l'acqua a forma di zigzag la n, l'avvoltoio un'aspirazione simile alla a. Con questi mattoncini si compone il nome per suoni, come un bambino mette insieme una parola dai suoni e non da parole gia pronte.
Dove sono finite le vocali
Gli egizi, come molti popoli semitici, di solito nella scrittura le vocali non le segnavano. Scrivevano uno scheletro di consonanti, e le vocali si sottintendevano dal contesto. Per questo il suono esatto dei nomi antichi lo conosciamo solo all'incirca: Tutankhamon e una lettura convenzionale, le vocali reali sono perdute. Per un nome moderno questo significa che alcune vocali si rendono con appositi segni di appoggio (l'avvoltoio, la canna, il pulcino di quaglia), e altrove semplicemente si omettono. Di una stessa lettura ugualmente corretta di un nome ce ne puo essere piu d'una.
Perche il nome Anna e il nome Marco appaiono cosi diversi
Lunghezza e disegno del cartiglio dipendono da quanti suoni ci sono nel nome e da quali sono. Un nome corto da pochi segni e un ovale compatto, uno lungo lo allunga. Uno stesso suono a volte si puo rendere con segni diversi, e l'artigiano sceglie per bellezza della composizione: perche gli uccelli guardino nella stessa direzione, perche i segni alti e bassi si alternino. Per questo due cartigli con lo stesso nome di orafi diversi possono differire. Non e un errore, ma una proprieta di una scrittura in cui c'e spazio per la scelta.
Cosa fare con i suoni che gli egizi non avevano
Nei nomi italiani ed europei ci sono suoni che in egizio semplicemente non esistono: certe gutturali, le sibilanti, la z, la c dolce. Li si rende con il segno piu vicino per suono o con una combinazione. La z la si scompone in t e s, la v spesso si scrive con lo stesso segno della u. E proprio questa la convenzione: il cartiglio non e un documento d'identita, ma un ritratto sonoro del nome con mezzi vecchi tremila anni. Il venditore onesto lo dira; chi assicura che esista un unico geroglifico giusto per ogni lettera, mente.
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Perche il cartiglio e considerato un amuleto
Il nome come parte dell'anima nella fede egizia
Per capire perche il nome si proteggeva, bisogna conoscere l'idea egizia dell'essere umano. L'anima, secondo la loro fede, era composta di piu parti. C'era il ka, la forza vitale, il doppio a cui dopo la morte si portavano cibo e bevande. C'era il ba, la personalita, raffigurata come un uccello con testa umana. E c'era il ren, il nome. Il nome era considerato non un'etichetta, ma una reale componente dell'essere: finche il nome si pronuncia e si scrive, la persona continua a esistere. Il cartiglio cerchiava il ren con un anello protettivo, assicurando la parte piu vulnerabile dell'anima contro la scomparsa.
Proteggere il nome significa proteggere dalla seconda morte
Gli egizi temevano non tanto la morte fisica, quanto la seconda morte, il nulla definitivo, quando di una persona ci si dimentica e il suo nome svanisce. L'ovale shen era uno scudo proprio contro questo. Il cappio chiuso recingeva magicamente il nome, come un muro recinge una casa. Inciso sulla pietra eterna e cerchiato dal cartiglio, il nome doveva risuonare nell'eternita e trattenere il proprietario nell'esistenza. Il ciondolo moderno eredita esattamente questa logica: porti il tuo nome dentro un anello protettivo.
L'anello shen, il cartiglio e l'idea del cerchio eterno
Il cartiglio e parente di un'intera famiglia di amuleti circolari. L'anello shen lo stringevano negli artigli la dea avvoltoio Nekhbet e il falco Horus, estendendo la protezione sul faraone. Lo stesso cerchio chiuso sta alla base di altre culture: il serpente che si morde la coda, il nodo celtico senza estremita, la fede nuziale. L'idea e comune e antica: cio che e chiuso in un cerchio non ha bordo vulnerabile, attraverso cui il male penetri al suo interno. Il cartiglio ha solo allungato questo cerchio, per inscrivervi un nome.
Perche proprio il nome e non il volto o la figura
Si puo chiedere perche gli egizi proteggessero il nome e non il ritratto. La risposta sta nella loro magia della parola. Il nome pronunciato e scritto aveva il potere di evocare la cosa stessa: conoscere il vero nome di un dio significava avere potere su di lui, da qui i miti in cui gli dei nascondono i loro nomi segreti. Anche l'immagine era importante, ma era proprio il nome a rendere la persona raggiungibile in entrambi i mondi, i vivi potevano chiamare il defunto, gli dei riconoscerlo. L'ovale attorno al nome e un indirizzo, protetto da un sigillo.
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Il cartiglio come souvenir dall'Egitto: a cosa fare attenzione
Perche proprio il cartiglio e diventato il biglietto da visita dei bazar egiziani
Tra tutti i motivi egizi il cartiglio si e adattato alla perfezione al mercato dei souvenir per una ragione semplice: e personale. Uno scarabeo o un ankh li si puo comprare gia pronti, mentre il cartiglio lo si fa per una persona precisa, con il suo nome. Questo trasforma un soprammobile in un oggetto personale e giustifica un prezzo piu alto. Per questo al Cairo, a Luxor e a Hurghada decine di botteghe propongono di fare il tuo cartiglio mentre bevi il te. La qualita pero oscilla dall'oro autentico fatto a mano alla sottile stampa spacciata per lavoro manuale.
Oro o argento: cosa propongono in Egitto
Il cartiglio turistico classico lo si fa d'oro o d'argento. Quello d'oro costa di piu ed e considerato quello giusto, quello d'argento e piu accessibile e piu grande a parita di spesa. L'Egitto commercia oro storicamente, e il titolo li di solito e onesto, ma proprio per questo e importante non confondere peso e titolo: una sottile lamina d'oro puo pesare meno di quanto sembri. L'argento conviene prenderlo con un titolo 925 chiaro e con il punzone. Il colore del metallo qui e questione di gusto e budget: amuleto il cartiglio lo rende non il metallo, ma il nome all'interno.
Come distinguere il lavoro a mano dalla stampa
Un cartiglio vero fatto a mano lo si compone da geroglifici separati, saldati a una base ovale o ritagliati in una lamina. Ha uno spessore dei segni visibile, bordi un po' irregolari e vivi, a volte tracce dell'utensile sul retro. Il cartiglio stampato e piatto, il disegno identico su centinaia di esemplari, i segni leggermente sbavati, perche lo stampo e consumato. Chiedi di vedere un altro cartiglio con un altro nome: se i geroglifici differiscono solo nell'insieme, ma lo stile dell'incisione e identico al millimetro, hai davanti una stampa. Non e un difetto di per se, ma una cosa del genere non vale il prezzo del lavoro a mano.
La verifica del nome: la trappola principale del turista
L'inganno piu frequente non e il metallo, ma il nome. Il turista non legge i geroglifici e si fida sulla parola. Capita che nell'ovale inseriscano non il tuo nome, ma un insieme casuale o addirittura sempre la stessa parola per tutti. La difesa e semplice: chiedi all'artigiano di scrivere il tuo nome su un foglio con i segni e di spiegarti ciascuno, quale suono rende. Fotografa in anticipo l'alfabeto egizio e verifica tu stesso almeno le prime due lettere. Una bottega onesta lo fara con piacere, perche non ha nulla da nascondere.
Quanto tempo e fatica richiede un cartiglio vero
Vale la pena capire perche un ovale con nome fatto a mano costa piu di uno scarabeo gia pronto. L'artigiano prima scompone il nome in suoni, sceglie i geroglifici, immagina la composizione, perche gli uccelli guardino nella stessa direzione e i segni alti e bassi si alternino. Poi incide o intaglia ogni geroglifico, lo salda alla base ovale, pulisce le saldature, lucida. Per un cartiglio servono ore, per uno complesso, con smalto o inserti, perfino giorni. Per questo la promessa il tuo cartiglio in cinque minuti mentre bevi il te di solito significa una stampa gia pronta, a cui aggiungono soltanto le tue iniziali.
Cosa non deve turbarti e cosa invece si
Non turbarti se il tuo cartiglio non coincide lettera per lettera con un'immagine di internet: la variabilita e normale. Non turbarti se le vocali si rendono in modo strano, e una proprieta della scrittura. Deve invece metterti in allarme un'altra cosa: se il venditore definisce il cartiglio antico, ritrovato, da antiquariato, e quasi sicuramente falso, l'esportazione di vere antichita dall'Egitto e vietata per legge, e reperti autentici su un banchetto non possono esserci. Il tuo cartiglio e piu onesto comprarlo proprio come un oggetto nuovo, fatto oggi, con un significato antico.
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Materiali e forme del cartiglio
Oro: il classico piu vicino all'originale
Il cartiglio d'oro e il piu vicino al modello storico: i nomi regali si incidevano proprio nell'oro su sarcofagi e maschere. Il metallo caldo e giallo mette in risalto il rilievo dei geroglifici e non si annerisce col tempo. Il colore dell'oro lo si puo scegliere in base alla pelle e al gusto: il giallo rimanda all'antichita nel modo piu diretto, il bianco e il rosa suonano piu moderni. Se stai scegliendo tra le tonalita, ti aiutera un confronto tra oro giallo, bianco e rosso. Per un amuleto da portare ogni giorno e tramandare ai figli, l'oro giustifica il prezzo con la durata.
Argento: un cartiglio grande a prezzo accessibile
L'argento da piu metallo a meno spesa, e per questo un cartiglio d'argento lo si puo fare grande ed espressivo. La lucentezza fredda legge bene l'incisione, e un leggero scurirsi negli incavi dei segni e perfino un vantaggio: sottolinea il rilievo, come la patina su un oggetto antico. L'argento e piu morbido dell'oro e piu esigente nella cura, ma perdona gli esperimenti con misura e forma. E una scelta sensata per un regalo, quando si vuole un oggetto vistoso senza un prezzo premium.
Smalto: il colore che amavano gli egizi stessi
Gli egizi adoravano il colore. I loro gioielli brillavano di lapislazzuli blu, di turchese e della pasta vetrosa che chiamiamo faience egizia. Lo smalto moderno restituisce al cartiglio questa tavolozza: i geroglifici o il fondo si riempiono di blu, turchese, nero, ripetendo la gamma degli antichi sarcofagi. Il cartiglio colorato appare piu sontuoso del monocromo d'oro e piu vicino a come apparivano davvero i nomi regali, dato che l'incisione sulla pietra spesso si dipingeva. Della cura di questi oggetti conviene ricordarsi: lo smalto non ama urti e sbalzi bruschi.
Cartiglio piu scarabeo: doppio amuleto
Un abbinamento frequente e logico, il cartiglio insieme allo scarabeo. Lo scarabeo per gli egizi e simbolo di rinascita e di sole nascente, lo mettevano sul petto della mummia come amuleto del cuore. Il legame e semplice nel senso: lo scarabeo risponde di rinnovamento e fortuna, il cartiglio della protezione del nome. Li si porta o come ciondolo a doppia faccia, o come pendente in cui lo scarabeo corona l'ovale dall'alto. Ne risulta un gioiello che raccoglie in un solo oggetto due motivi protettivi egizi insieme.
Forma e attacco: verticale, orizzontale, anello
Il cartiglio lo si fa verticale (il nome si legge dall'alto in basso, l'ovale pende a colonnina), orizzontale (l'ovale e coricato, il nome va in riga) e perfino a forma di anello o di placca da bracciale. Il verticale e il piu riconoscibile e comodo per un nome lungo. L'orizzontale e adatto a un nome corto e sembra una targhetta con il nome. Su un anello o un bracciale il cartiglio diventa un segno personale permanente, che non si toglie. La scelta della forma e questione della lunghezza del nome e di come si portera l'oggetto.
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Come si porta e a chi regalare il cartiglio
Su che lunghezza di catenina portare l'ovale con nome
Il cartiglio verticale chiede una lunghezza su cui l'ovale si adagi sul petto e si legga, di solito una lunghezza media, quando il pendente arriva poco sotto le clavicole. Una catenina troppo corta nasconde i geroglifici inferiori sotto il colletto, una troppo lunga porta l'ovale in una zona dove non si vede sotto i vestiti. Un cartiglio d'argento grande lo si bilancia con una catenina piu corposa, uno d'oro sottile con un'elegante maglia forzatina o veneziana. Il cartiglio basta a se stesso, per questo altri ciondoli accanto di solito non se ne appendono.
Il cartiglio nel guardaroba maschile e femminile
Il cartiglio e sorprendentemente universale rispetto al genere. La base storica e maschile, i nomi dei faraoni, ma i cartigli delle regine come Nefertari e Cleopatra lo rendono adatto anche a un look femminile. Un ovale grande d'oro o d'argento su una catena corposa e naturale nel guardaroba maschile, dove si legge come un segno personale solido. Un cartiglio sottile con smalto o con una pioggia di piccole pietre tende al femminile. Il nome all'interno e neutro nella sua sostanza, per questo l'oggetto si adatta a qualunque proprietario.
Il cartiglio come ricordo di un viaggio
L'occasione piu frequente per portare a casa un cartiglio, un viaggio in Egitto. Un oggetto fatto davanti a te in una bottega del Cairo con il tuo nome trattiene la memoria meglio di una calamita da frigo. Con gli anni un ciondolo del genere diventa un'ancora del ricordo: la crociera sul Nilo, l'afa della Valle dei Re, il te con l'artigiano che componeva il tuo nome da minuscole civette e leoni d'oro. E per questo che vale la pena comprare il cartiglio proprio dove lo hai ricevuto, e proprio con il proprio nome verificato, non a caso.
Il cartiglio con il nome di un figlio e le storie di famiglia
Il nome di un figlio in un ovale protettivo, un gesto silenzioso e forte. Qui la logica egizia del nome sotto custodia coincide con il desiderio dei genitori di proteggere. Un ciondolo del genere lo si regala alla nascita, al battesimo, al primo compleanno, e di solito lo porta la madre come talismano personale con il nome del figlio o della figlia. Se ne fanno anche dei set: un cartiglio per il genitore, un altro per il bambino, con lo stesso nome o con nomi diversi. Se l'idea di un amuleto con nome in linea di principio ti piace, dai un'occhiata anche al formato piu consueto, iniziali e monogrammi.
A chi si regala il cartiglio e perche non e banale
Il cartiglio e ottimo come regalo per chi ha gia ricevuto tutto il solito. E personale per definizione, e due identici non ne esistono. Lo si regala agli appassionati di storia e d'Egitto, ai viaggiatori, a chi ha vicina una data importante, e semplicemente alle persone care, di cui si vuole cerchiare di protezione il nome. A differenza di un simbolo senza nome, il cartiglio non lo si puo comprare in anticipo in una scatola: lo si fa per un nome preciso, e questa inevitabile individualita e gia di per se un gesto prezioso.
Miti sul cartiglio e sulla magia egizia
Il mito della maledizione che si trascina dietro tutto cio che e egizio
La voce sulla maledizione dei faraoni si e appiccicata all'Egitto dopo la morte di alcuni partecipanti all'apertura della tomba di Tutankhamon. I giornali degli anni Venti gonfiarono le coincidenze in una punizione mistica, e l'ombra cadde su tutto cio che e egizio, cartigli compresi. In realta la statistica non conferma alcun numero anomalo di morti tra chi lavoro nella tomba, molti vissero a lungo. Un cartiglio con il tuo nome non porta ne maledizione ne malocchio: e un'iscrizione, non un sarcofago. Qui non c'e nulla da temere.
Il mito che non si possa portare il nome di un altro
A volte spaventano dicendo che sarebbe pericoloso portare un cartiglio con un nome antico di faraone. La logica e apparente: i nomi di Tutankhamon o Ramesse sono solo parole, che significano immagine vivente di Amon o nato da Ra. Non c'e trappola in essi. Altra cosa e che il proprio cartiglio ha piu senso: l'idea egizia consiste proprio nel proteggere il tuo nome, la tua parte d'anima. Un nome regale altrui lo porti come souvenir, il tuo come amuleto personale. Pericolo non ce n'e ne nell'uno ne nell'altro.
Il mito dell'unica grafia giusta del nome
I venditori a volte fanno leva sull'autorita: solo loro hanno la grafia vera, verificata, mentre quella del vicino e sbagliata. Abbiamo gia visto perche e una bugia: la scrittura egizia ammette varianti, le vocali sono convenzionali, uno stesso suono lo si rende con segni diversi. Non esiste un cartiglio canonico per il nome Maria o Sergio, perche questi nomi nell'antico Egitto non c'erano affatto. C'e solo un'approssimazione coscienziosa per suoni. Chiunque venda l'unica variante giusta, vende sicurezza, non verita.
Il mito che i geroglifici siano un cifrario segreto
Il fascino del mistero fa pensare che i geroglifici nascondano messaggi cifrati. No: e una scrittura a tutti gli effetti, con cui si tenevano registri economici, si scrivevano fiabe, parolacce e canzoni d'amore. Dopo Champollion li si legge con la stessa tranquillita del latino. A dare al cartiglio un'aria misteriosa non e un cifrario, ma la nostra scarsa abitudine alle immagini al posto delle lettere. Il nome nell'ovale non e una formula magica, ma il tuo nome, scritto in un modo antico, e in questo sta la sua onesta bellezza.
Il mito che il cartiglio si carichi e funzioni da solo
Il mercato esoterico ama promettere che l'amuleto sia carico di energia delle piramidi e agisca in automatico. Qui conviene essere lucidi. Il cartiglio non e un apparecchio ne una batteria. La sua forza e esattamente quella che vi mettono dentro la cultura e il proprietario: la memoria, il nome, il legame con una persona, il senso di protezione. E un lavoro psicologicamente reale, ma non magico. Vale la pena portare il cartiglio perche significa qualcosa per te personalmente, e non perche presunto irradiare qualcosa di misurabile.
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Cura del cartiglio
Pulizia dell'ovale d'oro e d'argento
Il cartiglio d'oro lo si pulisce con delicatezza: acqua tiepida con una goccia di sapone, uno spazzolino morbido lungo gli incavi dei geroglifici, asciugare bene. L'oro non si annerisce, percio basta rimuovere sebo e cosmetici. Il cartiglio d'argento col tempo si annerisce, e si rimedia: un panno apposito o un breve bagno in un prodotto per l'argento ne riportano la lucentezza. Con l'argento c'e una sottigliezza: un leggero nero nel fondo dei segni appare nobile e sottolinea il rilievo, percio conviene lucidare a specchio solo le parti in rilievo, lasciando l'ombra negli incavi.
Perche lo spazzolino negli incavi dei geroglifici serve in modo particolare
Il cartiglio e fatto tutto di piccolo rilievo: solchi, contorni di uccelli, intagli. Proprio in questi incavi si accumulano sporco, particelle di crema e polvere, rendendo i segni opachi e impastati. Una pulizia regolare con uno spazzolino morbido lungo le linee dei geroglifici mantiene il disegno nitido e leggibile. Spazzolini duri e paste abrasive sono vietati: cancellano l'intaglio sottile e graffiano il metallo. Quanto piu dettagliato e il cartiglio, tanto piu delicata dev'essere la cura.
Smalto e pietre: regime speciale
Se nel cartiglio c'e smalto o ci sono inserti, il regime e piu severo. Lo smalto teme urti, sbalzi di temperatura e chimica aggressiva: niente bagni bollenti ne soluzioni per l'argento, solo una passata con un panno morbido umido. Anche le pietre e la pasta che imita la faience egizia si proteggono da ultrasuoni e acqua calda. Togliti un cartiglio del genere prima dello sport, della doccia, della piscina e del sonno. Un cartiglio con smalto vive a lungo esattamente quanto con attenzione lo si porta.
Cosa fare con il rilievo d'oro opacizzato
L'oro non si annerisce chimicamente, ma un cartiglio in rilievo si opacizza comunque per via della patina: un microscopico strato di sebo, particelle di crema e cipria riempiono i solchi e spengono la lucentezza. Se un semplice bagno con sapone non aiuta, il problema sta proprio negli incavi otturati. Lascia il cartiglio a bagno qualche minuto in acqua saponata tiepida, perche la patina si ammorbidisca, poi passa uno spazzolino morbido rigorosamente lungo le linee dei geroglifici, non di traverso. L'asciugatura finale con un panno morbido senza pelucchi restituira nitidezza ai segni. La lucentezza a specchio degli spigoli in rilievo la si recupera con un panno apposito per l'oro, con leggerezza, senza premere.
Conservazione, perche i geroglifici non si consumino
Un cartiglio in rilievo lo si conserva separato dagli altri gioielli, perche catenine e anelli non graffino l'intaglio sottile. Meglio una sacchetta morbida o uno scomparto a parte del portagioie. L'argento lo si protegge in piu dall'annerimento, tenendolo lontano dall'umidita e mettendoci accanto una striscia antiossidante. Togliendolo per la notte, riponi il cartiglio sempre nello stesso posto: un oggetto con il nome e quello che piu dispiace perdere. Una conservazione attenta, meta della longevita di un gioiello dal disegno minuto.
Fatti sul cartiglio che sorprendono
I cartigli ricoprono monumenti in tutto il mondo, ben oltre i confini dell'Egitto
Per via della moda dell'egizio dopo le campagne di Napoleone e la scoperta della tomba di Tutankhamon, cartigli e motivi egizi si sono diffusi nell'architettura di tutto il mondo. Gli obelischi portati nelle capitali europee recano sui fianchi veri ovali regali. E loro imitazioni adornano facciate, lapidi e interni in stile egittizzante. Cosi puo capitare di incontrare un cartiglio lontano dalle rive del Nilo: su una vecchia banca, su un monumento di cimitero o sopra la porta di un palazzo dell'Ottocento.
Il nome nell'ovale a volte si scriveva al contrario
I geroglifici si leggono nella direzione verso cui sono rivolti i volti di uccelli e persone. Su iscrizioni accoppiate e simmetriche, per esempio ai due lati di un vano di porta, gli artigiani specchiavano il cartiglio, perche i segni guardassero verso il centro della composizione. Per questo uno stesso cartiglio si trova rivolto a destra e a sinistra: non e un errore, ma una regola di simmetria. Il ciondolo moderno di solito lo si fa in un'unica direzione comoda per la lettura, ma la specularita storica e del tutto legittima.
Il volto piu famoso dell'antichita, e il suo vero nome lo leggiamo all'incirca
La maschera di Tutankhamon, simbolo di tutto l'Egitto, porta un nome che pronunciamo per convenzione. Senza vocali scritte, Tutankhamon e una ricostruzione: il suono autentico e perduto. Lo stesso vale per quasi tutti i faraoni famosi. Ne risulta un paradosso: i nomi che i cartigli custodivano per un suono eterno sono arrivati a noi come scheletro di consonanti, e il suono lo immaginiamo noi. La protezione della forma ha funzionato, la protezione della voce solo in parte.
Cancellare il nome era peggio che distruggere la statua
Per un egizio abbattere il nome da un monumento era piu terribile che spaccare una statua. Una statua la si puo sostituire, ma senza nome il defunto perdeva il suo indirizzo nell'eternita e si condannava al nulla. Per questo la punizione postuma piu crudele non era la distruzione, ma la cancellazione dagli elenchi, il raschiare via il cartiglio. Questa logica e arrivata fino a noi in espressioni come cancellare dalla memoria e cancellare il nome. Il cartiglio era uno scudo proprio contro una simile rappresaglia.
Non ogni nome nell'ovale appartiene a una persona
Nei cartigli si racchiudevano i nomi non dei soli esseri umani terreni. L'ovale lo ricevevano anche alcuni dei, i re divinizzati e perfino singoli concetti sacri nelle epoche tarde. Questo dimostra ancora una volta: il cartiglio non e un segno del re, ma il segno di uno status speciale e protetto di chi sta all'interno. Quando porti il tuo nome nell'ovale, erediti proprio questa idea, il nome elevato al rango di protetto e importante.
Domande frequenti sul cartiglio con nome
Cosa e il cartiglio in parole semplici?
E una cornice ovale con una barra orizzontale all'estremita, all'interno della quale gli antichi egizi scrivevano il nome del faraone. In egizio l'ovale si chiamava shen e significava protezione ed eternita: tutto cio che sta dentro l'anello e sotto custodia. Oggi cartiglio si chiama il gioiello, il ciondolo o il pendente, in cui in un tale ovale e scritto in geroglifici il nome di chi lo porta.
Si puo tradurre con esattezza il mio nome in geroglifici?
Con esattezza, nel senso di lettera per lettera, no, ed e normale. La scrittura egizia rende soprattutto le consonanti, e sottintende le vocali, e in essa non ci sono segni per una serie di nostri suoni. Il nome lo si scrive per approssimazione, per somiglianza di suono, scegliendo i geroglifici piu vicini. Per questo sono possibili piu varianti ugualmente ammissibili di uno stesso nome, e una grafia unica giusta non esiste.
Perche il cartiglio e considerato un amuleto?
Perche per gli egizi il nome era parte dell'anima, secondo la loro fede, quella parte che si chiama ren. Finche il nome risuona ed e scritto, la persona continua a esistere. L'ovale chiuso shen recingeva magicamente il nome dalla scomparsa, proteggendo il proprietario dalla seconda morte, l'oblio definitivo. Un cartiglio con il tuo nome eredita questa idea del nome sotto protezione.
Cartiglio con il nome di un faraone o con il proprio: cosa e meglio?
Dipende dallo scopo. Il nome di un faraone (Tutankhamon, Cleopatra) e un souvenir e un rimando alla storia, non ha alcun pericolo. Il proprio nome ha piu senso come amuleto personale: tutta la logica egizia e costruita attorno alla protezione proprio del proprio nome, della propria parte d'anima. Per un regalo e per un uso costante di solito si sceglie il proprio nome o quello di una persona cara.
Di quale metallo conviene ordinare il cartiglio?
L'oro e il piu vicino al modello storico, non si annerisce e dura decenni, e la scelta per un oggetto di ogni giorno e da tramandare. L'argento costa meno e permette di fare il cartiglio grande ed espressivo, ma richiede cura contro l'annerimento. Lo smalto aggiunge colore, vicino ai veri sarcofagi dipinti. Amuleto il cartiglio lo rende il nome all'interno, non il metallo, percio scegli in base a budget e gusto.
Come non comprare un falso o un lavoro raffazzonato in Egitto?
Verifica tre cose. Il nome: chiedi all'artigiano di scriverlo con i segni e di spiegare ogni suono, controlla almeno le prime lettere con la foto dell'alfabeto egizio. Il lavoro: il cartiglio a mano e composto da geroglifici separati con bordi vivi, quello stampato e piatto e identico. Il metallo: prendi l'argento con titolo 925 e punzone, l'oro con un titolo chiaro. E non credere alle parole antico o da antiquariato: l'esportazione di vere antichita dall'Egitto e vietata.
Esiste una maledizione legata al cartiglio?
No. La leggenda della maledizione dei faraoni e nata dalle sensazioni giornalistiche degli anni Venti dopo gli scavi della tomba di Tutankhamon e non e confermata dai fatti: i partecipanti ai lavori in media vissero una vita normale e lunga. Il cartiglio e un'iscrizione con un nome, non un sarcofago, e non porta alcun malocchio. Lo si puo portare con assoluta tranquillita.
A chi si addice il cartiglio come regalo?
Agli appassionati di storia e d'Egitto, ai viaggiatori che hanno portato a casa un ricordo dal Nilo, alle persone che hanno gia tutto il solito, e a chi e caro, di cui si vuole cerchiare di protezione il nome. Il cartiglio lo si fa per un nome preciso, due identici non ne esistono, percio e ottimo proprio come regalo personale: per la nascita di un figlio, una data importante o semplicemente come gesto d'attenzione.
Il cartiglio trasforma il nome in gioiello e in amuleto allo stesso tempo: l'antico ovale shen, in cui gli egizi per tremila anni custodirono i nomi dei loro sovrani sotto la protezione dell'eternita. Nella collezione Zevira ci sono pendenti con nome e con simbolo, su cui comporre un significato personale, un nome, un'iniziale, un segno protettivo, e portarlo ogni giorno.
Chi e Zevira
Zevira realizza gioielli che hanno un senso, e non solo lucentezza. Raccontiamo la storia di ogni simbolo con onesta: dove sta la verita, dove la bella leggenda e dove il mito commerciale. Il cartiglio per noi e un esempio di come un'antica idea, proteggere il nome, sia viva ancora oggi e funzioni non per magia, ma per memoria e legame con una persona. Se vuoi portare un segno dietro cui c'e una storia vera, e non un ornamento vuoto, sei nel posto giusto.










